“L’ultimo terrestre” di Gian Alfonso Pacinotti

Alien(ati) in cerca di compassione

Venezia 68. Concorso
Ci siamo, è arrivato il momento. Nell’universo esistono altre forme di vita intelligenti. Ora lo sappiamo, e tra pochi giorni sbarcheranno sulla Terra. Ma nessuno sembra strapparsi i capelli, rifugiarsi in chiesa per pregare né struggersi davanti all’incertezza della bontà o meno degli extraterrestri. La notizia viene assimilata e digerita dalla popolazione italiana come un’altra – l’ennesima – vicenda eclatante, sulla carta dirompente, ma della quale in fondo non importa granchè a nessuno. Il paese è ormai anestetizzato e nessuno si meraviglia più di niente. Per Luca Bertacci (Gabriele Spinelli) invece, introverso e misogino (dopo essere stato abbandonato dalla madre da piccolo) barista di una sala da Bingo, sarà invece l’occasione per liberare se stesso da una vita anonima e da un’esistenza ai margini.

Dalla matita alla macchina da presa senza passare dal via, arrivando direttamente, in concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia. Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, fumettista e illustratore, esordisce alla regia con una pellicola tratta da una graphic novel non sua, ma di Giacomo Monti (Nessuno mi farà del male, edito da Canicola). Un adattamento più che riuscito si direbbe, in grado di mantenere la carica eversiva dell’albo trasferendo in celluloide il ritratto di un’Italia arresasi incondizionatamente al brutto, all’omologazione culturale e alla mediocrità.

L’ultimo terrestre non è un film di fantascienza, per quanto i personaggi che lo popolano possano sembrare mostri senz’anima. Già, ma quei mostri sfiduciati e avviliti sono terrestri e fanno parte di quell’Italia che ha perso la speranza, che ha rinunciato a lottare, ad indignarsi, i reduci di una nazione sistematicamente demolita da una classe dirigente senza limiti e senza morale. Un’Italia triste e colpevole.

E’ un film politico L’ultimo terrestre, e non potrebbe essere diversamente. L’arrivo degli alieni è un pretesto che funge da detonatore morale per cercare di ottenere un cambio di rotta nella coscienza collettiva. Una scarica di defibrillatore alla quale sembra potersi attaccare – o forse è troppo tardi? – un’umanità quasi inconsapevolmente rassegnata e priva d’orgoglio. E gli extraterrestri rappresentano qui un’opportunità, non una fonte di distruzione (a quella ci pensiamo benissimo da soli).

La convincente interpretazione di Gabriele Spinelli, eccezionale nel restituire le idiosincrasie e l’anima repressa di un uomo senza qualità e senza amore, è il grimaldello attraverso il quale Pacinotti riesce a scardinare la deriva etica di un mondo spersonalizzato e addomesticato da imponenti cartelloni pubblicitari, da individui aridi e dalla rinuncia alla passione. Un mondo fatto di uomini piccoli piccoli e di pietose miserie quotidiane. Se ne sono accorti gli extraterrestri e, alla fine, anche Luca. Sarà forse l’amore a salvarci?

Titolo originale: L’ultimo terrestre
Nazione: Italia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 100′
Regia: Gianni Pacinotti
Sito ufficiale:
Cast: Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio, Sara Rosa Losilla, Paolo Mazzarelli, Luca Marinelli, Ermanna Montanari, Stefano Scherini
Produzione: Fandango
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Venezia 2011
09 Settembre 2011 (cinema)