“L’uomo nero” di Sergio Rubini

Cuore d'artista

Il desiderio di riscoprire le proprie origini sembra aver contagiato indelebilmente il cinema italiano contemporaneo. Dopo l’affresco maestoso e un po’ pomposo offerto da Tornatore con Baarìa, preceduto dalla Bologna della propria infanzia di Pupi Avati con Gli amici del bar Margherita, Sergio Rubini, alla sua decima fatica come regista, torna con la macchina da presa nella Puglia provinciale degli anni Sessanta, sua terra d’origine abbandonata poco più che adolescente. L’uomo nero è una disincantata e gradevole commedia con accenti fiabeschi, diretta e interpretata dallo stesso Sergio Rubini che in quest’opera riversa molto materiale autobiografico, seppur si tratti globalmente di una storia di pura fantasia.

Ernesto Rossetti (Sergio Rubini) è il capostazione della ferrovia locale. Vive in un piccolo appartamento con la moglie Franca (Valeria Golino), il piccolo figlio Gabriele e il cognato Pinuccio (Riccardo Scamarcio), uno scapolo disincantato che gestisce un’avviata drogheria.
Dopo una vita di frustrazioni dovute principalmente all’impossibilità di dar pienamente sfogo al suo estro artistico, Ernesto, che si diletta con un certo talento di pittura, su consiglio della sua mecenate personale donna Valeria (Anna Falchi), decide di inaugurare per la festa del paese una mostra con il meglio dei propri quadri. Il non idilliaco rapporto con gli intellettuali del luogo, il Professor Venusio e l’Avvocato Pezzetti, che con cattiverie e un po’ di malignità affossano ogni ambizione artistica del ferroviere, porterà Ernesto verso un inatteso quanto scaltro epilogo.

Realizzato con un’attenzione ai dettagli non indifferente, certamente frutto anche dell’esperienza ormai più che consolidata del regista pugliese, L’uomo nero non è solo la classica storia di provincia che punta esclusivamente su caratterizzazioni più o meno riuscite, ma cerca di andare oltre, entrando in altre parole nelle anime dei personaggi portando a galla le passioni, i risentimenti, le ambizioni e le mille sfaccettature che contraddistinguono ogni essere umano.

Se Ernesto è diviso tra l’amore verso la famiglia e le proprie mire artistiche, all’apparenza agli antipodi rispetto ai doveri di padre e marito, lo zio Pinuccio è una sorta di vitellone senza legami affettivi che però trova nella famiglia un punto d’appoggio e di sostegno irrinunciabili.
Commedia atipica che punta a far riflettere piuttosto che a generare risate estemporanee, L’uomo nero è un film che guarda al passato per dare risposte sul presente. Così come Gabriele, il figlio di Ernesto, riuscirà a comprendere la genialità del padre solo quando sarà troppo tardi, anche lo spettatore potrebbe potrebbe capire come dietro facciate di perbenismo che circondano la propria esistenza si nascondano in realtà zona d’ombra d’ipocrisia e invidia.

Titolo originale: L’uomo nero
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Commedia
Durata: 115′
Regia: Sergio Rubini
Sito ufficiale: www.luomonero.it
Cast: Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Sergio Rubini, Anna Falchi, Fabrizio Gifuni, Maurizio Micheli, Vito Signorile
Produzione: Apulia Film Commission, Bianca Film, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 04 Dicembre 2009 (cinema)