“LA BELLA UTOPIA. Lavoratori di tutto il mondo ridete” di Moni Ovadia

Mercoledì 22 aprile 2009, alle ore 20.45, al Teatro Nuovo di Torino, andrà in scena LA BELLA UTOPIA - Lavoratori di tutto il mondo ridete, uno spettacolo di Moni Ovadia, con lo stesso Ovadia, Lee Colbert, Maxim Shamkov

Lo spettacolo è inserito nell’ambito della prima edizione di Biennale Democrazia, manifestazione che cercherà di declinare – a Torino, dal 22 al 26 aprile 2009 – i principi, le tipologie, le dimensioni e le prospettive future della “cultura democratica”, offrendo a tutti la possibilità di un’importante riflessione sui fondamenti della nostra società e un’utile occasione di confronto sul progetto etico-politico della democrazia nel nostro Paese.

Il sottotitolo de La bella utopia è chiaro: lavoratori di tutto il mondo ridete. L’ironia è la chiave più immediata per questa rivista politica che ripercorre gli albori e la degenerazione del sogno comunista nella sua patria d’origine. Ovadia e la Moni Ovadia Stage Orchestra conducono il pubblico in un viaggio privo di retorica attraverso la musica, le immagini, le parole dei protagonisti di quello che l’autore stesso definisce un sogno di riscatto finito come una svendita.

«La “bella utopia” – scrive Moni Ovadia – è un titolo dolorosamente ironico per evocare quella che fu la più epica utopia di redenzione mai concepita dell’essere umano nell’autonomia del proprio cammino verso sé stesso, senza fare appello al trascendente: il comunismo. Quel sogno mobilitò l’impegno generoso, le energie titaniche e i sacrifici altruisti di milioni di donne e uomini su tutto il pianeta. I comunisti furono motore di lotte eroiche per il riscatto degli umili e degli oppressi, per la liberazione dei popoli e l’emancipazione delle minoranze perseguitate. Ma, eletto a sistema statuale, il comunismo si trasformò nell’incubo di quel sogno, fece sorgere il sole dell’avvenire su albe tragiche di tirannia, di inganno burocratico fondato sulla propaganda della retorica menzognera e nelle epoche più buie divenne paradigma di violenza concentrazionaria e ferocia sanguinaria. […] “La bella utopia” si propone, nei suoi limiti di rappresentazione scenica, di restituire profondità e dignità agli esseri umani, comunisti e non che ebbero la sorte di nascere ed esistere nelle Russie Sovietiche».

In questo progetto le domande si susseguono senza risposte preordinate, animate dall’impareggiabile umorismo ebraico, paradossale e critico, che costituisce la cifra imprescindibile di ogni spettacolo di Moni Ovadia.

La bella utopia – ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera del 7 ottobre 2007 – rappresenta: «un viaggio tra canzoni, musiche, poesie, aneddoti, barzellette, tra desideri che si infrangono continuamente contro la realtà di un potere politico, burocratico, militare e poliziesco che fin dall’inizio soffoca chi, libertario, vi si oppone, per sfociare infine nell’orrore dello stalinismo. Un viaggio, illustrato da belle immagini d’epoca proiettate sulle quinte e sui fondali bianchi e da filmati curati da Elisa Savi, che unisce le parole del suicida Majakovskij all’addio alla “bandiera rossa nemica” di Evtuscenko, ai testamenti disperati di Mejerchol’d e Babel, a canzoni popolari eseguite dalla brava Lee Colbert, alle musiche della Moni Ovadia Stage Orchestra, al witz delle storielle ironiche e autoironiche del personaggio-simbolo Rabinovic che compare lungo i decenni, e che il bravo Ovadia fa vivere con quel buffo e divertente accento dell’Europa dell’Est che ben conosciamo».

INFO BIGLIETTERIA: Biglietti: Intero € 24,00
Recite dello spettacolo: mercoledì 22, giovedì 23 e venerdì 24 aprile 2009, ore 20,45.
Biglietteria TST: Salone delle Guardie – Cavallerizza Reale (Via Verdi, 9), telefono 011 5176246, orario dal martedì al sabato 12,00 – 19,00. Vendita telefonica tel. 011 5637079 (dal martedì al sabato, orario 12,00-18,00). Numero verde 800 235 333. Nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
www.teatrostabiletorino.it