“LA FINTA SEMPLICE” DI W.A. MOZART

Il giovane Mozart e la sua delicata "Finta semplice". Al Teatro Malibran la prima opera del genio salisburghese

Composta nel 1768 a soli dodici anni su richiesta dell’imperatore d’Austria, Giuseppe II, “La Finta semplice” andò in scena l’anno successivo a Salisburgo a causa di invidie dei musicisti della corte viennese.

Non avevano idea di chi avessero di fronte, sebbene bambino: il più grande genio assoluto della Musica che a quattro anni già suonava e che a cinque componeva. A dodici scrisse quest’opera che ha già in sé parte dell’essenza mozartiana che tutti conosciamo.

Operina settecentesca La Finta semplice, non ha grandi pretese nella trama, piuttosto scontata, di tre coppie di innamorati e un deluso che dopo inganni, false minacce, e falsi rapimenti si risolverà con l’amore per le coppie e per lo scornato, in questo allestimento, la compagnia di un cane vero.

Ora, una trama così complicata ma allo stesso tempo semplice, non richiede né una regia sperimentale né una regia innovativa, per questo Marco Gandini, il regista, mantiene una scena fissa che poco, però, ricorda un ambiente settecentesco, a dispetto dei bei costumi pienamente d’epoca.

Il cast è molto giovane e, sebbene affiatato, si nota qualche carenza dovuta alla poca esperienza più che ad altro. Elena de la Merced, Rosina, incarna bene l’essenza di soprano leggero mozartiano, al pari di una Susanna o di una Pamina. Da segnalare anche il don Cassandro di Giorgio Caoduro. Per gli altri, una prova complessivamente buona, che non fa certo torto a Mozart, e che sarà ricordata come l’apprezzabile tentativo di riscoprire un’opera giovanile del genio salisburghese.

Giuliano Carella, ci ha stupito: orchestra mozartiana, partitura leggera, brillante. Non si capisce come mai, abbia voluto sovraccaricare con echi settecenteschi la partitura. Per esempio il clavicembalo così ostentato che ci priva di quella gioia che la musica di Mozart trasmette, quell’impalpabile leggerezza di cui è fatta.

Numerose chiamate in scena sanciscono un buon successo.

La finta semplice – opera buffa in tre atti; libretto di Marco Coltellini; da Carlo Goldoni; musica di Wolfgang Amadeus Mozart; prima rappresentazione a Venezia; maestro concertatore e direttore: Giuliano Carella; regia di Marco Gandini; scene di Italo Grassi; costumi di Maurizio Millenotti; ligh designer Marco Filibeck; Orchestra del Teatro La Fenice