Accompagnati dai propri genitori, un centinaio gli alunni della quinta classe della Scuola elementare hanno celebrato la Giornata della Memoria (nel rinnovato atrio della scuola per l’infanzia). Un evento doloroso e di speranza che i bambini – per iniziativa del dirigente scolastico Alfredo Bocchetti – hanno condiviso (domenica) insieme ai familiari, mediante una riflessione collettiva con la proiezione del capolavoro di Roberto Rossellini “Roma città aperta”. La visione del film di Rossellini è stata introdotta e commentata agli allievi dal CineClub “Vittorio De Sica” – Cinit, associazione culturale che da oltre un decennio promuove cultura cinematografica anche fra gli alunni della scuola elementare. Il film presentato, pur non trattando direttamente del genocidio degli ebrei, tratta della guerra, delle torture agli oppositori in una città occupata, Roma, teatro di soprusi ed aberranti violenze. Il primo episodio della trilogia neorealista di Rossellini, “Roma città aperta” è universalmente riconosciuto come una sorta di manifesto del Neorealismo. Girato con mezzi piuttosto poveri dopo la Liberazione, il film (primo della Trilogia della Guerra, con Paisà e Germania anno zero) ebbe immediato successo all’estero vincendo il Festival di Cannes nel 1946. Ancora oggi, la scena della morte di Pina (Anna Magnani) rimarrà impressa nell’immaginario cinematografico per eccellenza. Mentre l’immagine di don Pietro (Aldo Fabrizi) che guarda con pietà il giovane deceduto dopo le torture degli aguzzini SS, appartiene di diritto alla iconografia delle Sacre Deposizioni della storia dell’arte. Sceneggiato da Rossellini, Amidei, Fellini e Celeste Negarville, il film si ispira alla storia vera di don Luigi Morosini, di origine pugliese, torturato e ucciso dai nazisti davanti ai suoi piccoli parrocchiani, perché vicino alla Resistenza. Nella Roma del ’43 e ’44, si intrecciano le vicende di alcune persone, coinvolte nella Resistenza antinazista. Durante l’occupazione, don Pietro protegge i partigiani e, tra gli altri, offre asilo ad un ingegnere comunista: Manfredi. La popolana Pina, (anche questa è storia vera) è fidanzata con un tipografo impegnato nella Resistenza, verrà uccisa a colpi di mitra sotto gli occhi del figlioletto mentre tenta d’impedire l’arresto del suo uomo, trascinato via su un camion. Poco più tardi, anche don Pietro e l’ingegnere – tradito quest’ultimo dalla ex-amante tossicodipendente – verranno arrestati. Vicende parallele che convergono in un mosaico nel quale la rappresentazione del reale trova i giusti toni fra il cinema e la quotidianità. “Storie che si intrecciano – scrive il critico Rondolino – sì da confermare una sorta di affresco, in cui la storia di ognuno si confonde con quella dell’intera città”. Su questi elementi gli alunni potranno oltremodo esprimere le proprie considerazioni, in ricordo di pagine di sofferenza, vissute anche dai loro coetanei protagonisti dell’opera di Rossellini.
LA GIORNATA DELLA MEMORIA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI RIONERO IN VULTURE
IL CineClub "Vittorio De Sica"-Cinit propone la visione di "Roma città aperta" di Rossellini






















