“LA RADIO” di David Sordella

In famiglia alla fine si perdona tutto. Ma non si dimentica

Natale. Tre fratelli si ritrovano dopo dieci anni nella cantina in cui giocavano da piccoli. Complice una radio che trasmette i messaggi degli ascoltatori senza filtro, inizia un gioco che farà riemergere un drammatico passato.

Il riassunto di un film è sempre, per definizione, riduttivo. Nel caso del primo lungometraggio di finzione La Radio di David Sordella, trentenne regista piemontese di nascita e inglese di adozione, questo è ancora più vero.

Il film – spiega il regista presente all’anteprima torinese del 26 gennaio – è soprattutto un film “sulla famiglia” o, meglio, sulle dinamiche dei complessi rapporti all’interno di una famiglia, che spesso restano sullo sfondo, pur segnando profondamente le nostre esistenze.

David Sordella usa lo strumento del noir per catturare l’attenzione dello spettatore, in un crescendo di dialoghi che diventano, minuto dopo minuto, sempre più serrati e crudi. Gioca comunque un ruolo importante nello sviluppo della storia l’equilibrio tra parole e silenzi, sottolineato dalle riprese – effettuate con una sola telecamera – dalla giapponese Naoko Tajima, che utilizza i primi piani per scandire i ritmi delle storie personali dei protagonisti.

Il soggetto del film era la tesi di laurea del regista e sceneggiatore alla London International Film School di Mike Leigh. “In una piovosa estate londinese – racconta Sordella – ho riascoltato un nastro che avevo portato con me quanto ero partito dall’Italia, in cui si sentivano i messaggi lasciati dagli ascoltatori di Radio Radicale ad una segreteria telefonica e poi ritrasmessi senza filtri. L’ispirazione è arrivata da lì”.

Nel cast solo tre attori: Fabrizio Gifuni, Barbora Bobulova e Fabrizio Rongione, che sembrano attingere alle loro esperienze teatrali per dare una dolente intensità ai propri personaggi.

Come tutti coloro che hanno lavorato al film, i protagonisti sono anche coproduttori. Già, perché La Radio è stato realizzato in cooperativa da “Un gruppo di persone che arrivano un po’ da tutto il mondo, e che hanno lavorato insieme per raccontare una storia” spiega David Sordella.

Storia che in parte si rifà alla credenza polinesiana secondo cui i tatuaggi sono un modo per portare alla luce e affrontare i propri fantasmi: “Sullo schermo – conclude il regista – potrei dire che ci sono i nostri tatuaggi”.

Attualmente in programmazione al Cinema Empire di Torino, La Radio sarà distribuito nel corso del 2006 in tutta Italia, con anteprime a Roma e Milano.

Titolo: La Radio
Durata: 85 minuti
Anno: 2003/2004
Interpreti: Fabrizio Gifuni (Sergio), Barbora Bobulova (Lella), Fabrizio Rongione (Roberto)
Supporto: Pellicola 35 mm
Regia, soggetto, sceneggiatura: David Sordella
Riprese: Naoko Tajima
Fotografia: Diego Rodriguez
Produzione: 011 Films
Vietato ai minori di 14 anni
Uscita: nel corso del 2006 in tutta Italia