“LA SOLEDAD” A SCHERMI D’AMORE A VERONA

Storie che si intrecciano

Il premio maggiore, quello Calzedonia, assegnato al miglior film in concorso, è andato, quest’anno a La soledad di Jaime Rosales. Il regista ha scritto e sceneggiato un’opera acuta e coraggiosa capace, attraverso un racconto corale, di restituirci verosimili frammenti di vita familiare e sociale in una cittadina della Spagna di inizio terzo millennio. Ispirato dalle atmosfere “alla Antonioni”, per niente suggestionato dalle novità alla Lars Von Trier, Rosales piazza due macchine da presa in due diverse angolazioni fisse e lascia che siano i personaggi a muoversi attraversando, come per magia, porte chiuse e muri, in un susseguirsi di scene spesso vuote nei loro sfondi bianchi e anonimi.

Le storie si intrecciano, avanzando lentamente e in modo un po’ confuso all’inizio, per poi acquistare via via slancio e significato, mentre, al contempo, anche gli interpreti sembrano sciogliersi dall’iniziale rigidezza, acquistando spessore e incisività. Il regista dipinge un affresco sul vivere attuale senza trascurare nessuna delle problematiche che in modo ormai globale, investono il nostro modo di vivere: instabilità sentimentale, ricerca di grandi amori, precarietà del lavoro, difficoltà economiche non solo per comprarsi una casa, ma semplicemente per sopravvivere, la malattia, il disagio sociale, l’amore per i piccoli, spesso vittime innocenti della violenza, sogni vissuti con la certezza che non si realizzeranno.

Manca del tutto ogni riferimento di tipo politico e neppure l’atto terroristico che sconvolge tante esistenze viene inquadrato in una logica, lasciando aperte varie interpretazioni sugli autori e sulle motivazioni del gesto. Anche questa assenza appare peraltro significativa in quanto sembra sottolineare la disaffezione della gente comune verso la politica, i suoi protagonisti, la sua rinuncia a esprimersi, a lasciarsi coinvolgere, cedendo spesso a capipolo, imbonitori, fanfaroni, il compito di occuparsene, ripiegando, disillusi, sul proprio particolare.
Felice poi la mano dell’autore nella scelta degli interpreti, gente comune, dai corpi non sgraziati ma neppure improbabili come quelli delle top model, visi al naturale non nascosti da sapienti maquillage, capaci quindi di dare veridicità e forza alla storia narrata.

Foto a cura di Francesca Vieceli Copyright © NonSoloCinema.com – Francesca Vieceli
La soledad
Regia: Jaime Rosales
Interpreti: Sonia Almarcha, Luiss Villanueva
Spagna ,2007