“LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI” DI SAVERIO COSTANZO

L'horror dei sentimenti

Venezia 67. Concorso
“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.”

Alice e Mattia sono entrambi “primi”, entrambi perseguitati da tragedie che li hanno segnati nell’infanzia: un incidente sugli sci per Alice, che le ha causato un difetto a una gamba; la perdita della sorella gemella, Michela, per Mattia.
Quando da adolescenti si incontrano nei corridoi di scuola, riconoscono il proprio dolore l’uno nell’altra. Mentre Alice è attratta da lui, Mattia la rifugge.
Crescendo, i loro destini s’intrecciano in un’amicizia speciale. Alice sembra aver trovato un proprio equilibrio nella fotografia, mentre Mattia ha dato sfogo alla sua passione per i numeri.

In una dimensione definita, cercano di anestetizzarsi dal dolore con l’aiuto reciproco, finché Mattia, laureatosi in Fisica, non decide di accettare un posto di lavoro all’estero. I due si separano per molti anni e sarà una sequenza di eventi a ricongiungerli.

Saverio Costanzo fa il suo ingresso alla 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica presentando in concorso La solitudine dei numeri primi, tratta dal bestseller di Paolo Giordano (pubblicato nel 2008). Il regista e l’autore del romanzo hanno lavorato insieme alla trasposizione cinematografica del libro.

Il film, che si svolge tra il 1984 e il 2007, rispetta la compostezza fredda del romanzo, aggiungendo una giusta motivazione a forse un’eccessiva spiegazione sul perché, prediletto al che cosa accade.
L’ambientazione pesantemente noir (anche se l’ambizione della macchina produttiva la vorrebbe horror) appassiona all’inizio, con la chiave di lettura della paura pulsante, espressa magnificamente dagli attori (sia i più giovani, che interpretano Alice e Mattia da piccoli – Arianna Nastro e Vittorio Lomartire, da adolescenti – sia la Rohrwacher che Marinelli)

La solitudine dei numeri primi è il risultato di un duro lavoro, soprattutto fisico, da parte degli attori (Alba Rohrwacher che interpreta Alice è dimagrita di dieci chili per copione, Marinelli è ingrassato di 15), è la loro sensibilità estrema, la trasformazione del dolore, sempre in divenire, soffuso, acuto, nascosto, violento, ribelle, messa in scena, mai sfacciata, a risaltare, spiccare, a bucare lo schermo.

Registicamente interessante nella prima parte, la pellicola gioca troppo o punta troppo sulla pretesa imporsi come un horror dei sentimenti.
Il labirinto, in cui si aggirano i protagonisti, amplificato da una musica assordante, da luci che non sono complici ai volti, ma li feriscono, è snodato su sentieri ossessivi, troppo lunghi, da non aderire alle barriere emotive dello spettatore.

La solitudine dei numeri primi ha un impatto elettrico forte, ma per merito dello stravolgente lavoro di interpretazione; va riconosciuto, quindi, un merito anche al regista, Costanzo, che ha saputo indirizzare i protagonisti verso quella recitazione intima e cupa.

Titolo originale: La solitudine dei numeri primi
Nazione: Italia, Francia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 90′
Regia: Saverio Costanzo
Sito ufficiale: www.repubblica.it/lasolitudinedeinumeriprimi
Cast: Isabella Rossellini, Alba Rohrwacher, Filippo Timi, Maurizio Donadoni, Luca Marinelli
Produzione: Offside, Les Films des Tournelles, Mitteldeutsche Medienförderung, ZDF Enterprises, Ostlicht filmproduktion
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Venezia 2010
10 Settembre 2010 (cinema)