“LA TRAVIATA” DI GIUSEPPE VERDI

Bruson e la Traviata dei giovani talenti

Il nuovo allestimento curato da Renato Bruson, qui impiegato nell’inedita veste di regista ed in quella ormai consueta di interprete di Giorgio Germont, si differenzia anche per la presenza di diversi giovani talenti impegnati nei ruoli principali. A cominciare dal soprano Liliana Marzano e dal tenore Aldo Di Toro nei panni rispettivamente di Violetta ed Alfredo, l’infelice coppia di amanti che sfideranno convenzioni e pregiudizi fino al sacrificio estremo

Anche quest’anno la Traviata si è rivelata un irrinunciabile terreno di confronto di contrastanti letture. Franco Zeffirelli al Teatro dell’Opera di Roma ha riproposto una lettura d’impianto classico mentre Marina Bianchi alla Scala ha rispolverato quella suggestiva della Liliana Cavani. Il regista inglese Vick all’Arena ne ha effettuato una trasposizione in epoca moderna ambientandola nella società cinica e gaudente dei nostri giorni. Infine i coniugi Hermann al Festival Verdi di Parma pur incanalandosi sui binari tradizionali tracciati dal testo di Francesco Maria Piave, hanno realizzato una versione audace ed ammaliante.

Domenica pomeriggio al Teatro dell’Aquila di Fermo è stata la volta di Renato Bruson, il quale oltre a vestire i consueti abiti di Giorgio Germont si è imposto in maniera convincente anche come regista. Il resto del cast è costituito da una compagnia di canto formata da artisti di buon talento ma ancora poco noti nei circuiti lirici internazionali, che nondimeno ha dispiegato tutta la sua giovanile foga rivelando di possedere una lodevole capacità interpretativa anche dal punto di vista recitativo. A dirigere l’orchestra è stato chiamato il maestro Giuseppe Montanari, musicista di consolidata fama che ha guidato con impostazione lineare e solida un’ ensemble di giovani orchestrali e coreuti al proprio debutto professionale.

La regia di Bruson aderisce appassionatamente allo spirito verdiano con meravigliosa naturalezza. Senza far leva su solenni ostentazioni, ricostruisce l’atmosfera commovente e tragica di una scomodissima storia d’amore depurandola da ogni retorica poetica e da inutili virtuosismi di maniera. Unica licenza la trasposizione del dramma dall’ambientazione borghese fin de siècle all’epoca Liberty, ben caratterizzato dai costumi ideati e realizzati da Tita Tegano.
Ne è scaturita ovviamente un’interpretazione originalissima, dovuta al fatto che gli artisti si confrontano da neofiti con una partitura fondamentale della storia del melodramma ottocentesco. Se non fosse stato per l’inconfondibile timbro baritonale dell’eccellente Bruson, il pubblico avrebbe provato l’inconsueta suggestione di ascoltare la Traviata per la prima volta.

Un’opera scabra, priva di afflati patetici e di stucchevoli ammiccamenti sentimentali, che evita accuratamente di sostanziarsi nella ripetitività della tradizionale ornamentazione virtuosistica. La regia imbocca invece una nuova via caratterizzata da spiccate punte di realismo drammatico invitandoci a leggere l’opera come una storia d’amore senza tempo il cui tragico epilogo lega indissolubilmente il pubblico alla triste sorte di Violetta.

La Traviata
Di Giuseppe Verdi – Direttore Giuseppe Montanari – Regia di Renato Bruson – Violetta: Liliana Marzano – Alfredo Germont: Aldo Di Toro – Giorgio Germont: Renato Bruson
teatro.fermo.net