Una pellicola tecnicamente ineccepibile, ma assolutamente incapace di emozionare lo spettatore comune, che non sia fan di Cobain o di Van Sant .
Le ultime ore di vita di Blake, cantante rock, dichiaratamente alter ego del leader dei Nirvana Kurt Cobain, come si legge a fine film. Blake vaga nel bosco, nuota in un torrente, parla con i suoi amici, cerca sempre la solitudine, suona un’ultima canzone e si congeda dal mondo. Il suo corpo verrà portato via, gli amici non mostreranno alcun segno di dolore, solo il timore di restare invischiati in qualche scandalo.
Tecnicamente la pellicola è ineccepibile se si guarda alla regia, capace di una finezza compositiva del quadro che sfiora il gusto pittorico per linee, simmetrie e precisione; Van Sant si sofferma su ogni inquadratura, spesso decisamente a lungo, dilata il tempo, mentre Pitt ci regala una di quelle interpretazioni impeccabili, un compendio di grugni e devastazione, forse, ma è proprio il ruolo che tutti gli attori sognano per mostrare quanto sanno fare bene la parte del devastato; la musica è ricercatissima, si spazia dal rock (naturalmente) all’ r’n’b fino alla classica, tutto è al posto giusto, tutto è perfetto fino al maniacale; l’unica grande dimenticanza di Van Sant è stata la volontà di coinvolgere emotivamente lo spettatore, che si trova invece spiazzato da troppa autorialità, troppa ineccepibilità (e inintellegibilità, in alcuni tratti), incapace di entrare in comunicazione con la pellicola eccezion fatta per i fan del cantante o del regista. Si coglie qualche sporadico momento poetico, come l’ultima canzone, la morte di Blake o il finale, ma tutto si perde in un continuum di sequenze quasi fotogarfiche – ad una inquadratura – in cui forse vi è la volontà di emozionare, purtroppo andata a vuoto. Inoltre gli slittamenti temporali si presentano come puri esercizi stilistici, e nulla più, adatti al massimo ad un saggio di regia.
Un film che divide la stessa persona che scrive: se lo si guarda con rigoroso occhio critico e cinefilo, tutto è encomiabile e certo d’autore sia nell’intenzione che nella resa; se però il critico deve trovare anche il cuore o la compartecipazione in quello che vede, di quello non v’è traccia. Asia Argento ha una piccola parte, e doppiando le sue due battute in italiano non riesce a rinunciare a quel suo accento iper-americano, sordiano (ovvero tipico dell’italiana che vuole fare l’americana) incomprensibile non solo per il povero spettatore italiano che ha il diritto di capire, ma anche per uno statunitense che non riconosce in certe imitazioni di suoni sconnessi la lingua di Shakespeare e Hemingway. Per fortuna si tratta solo di due battute.
Titolo originale: Last days
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 85′
Regia: Gus Van Sant
Sito italiano: www.bimfilm.com
Cast: Michael Pitt, Lukas Haas, Asia Argento, Scott Green, Nicole Vicius, Ricky Jay, Ryan Orion, Harmony Korine
Produzione: HBO Films, Pie Films Inc.
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 13 Maggio 2005 (cinema)








