“LE CHIEN, LE GENERAL ET LES OISEAUX” DI FRANCIS NIELSEN

A tratto ruvido

Napoleone non riuscì a conquistare Mosca incendiata dall’armata russa per impedire al nemico l’entrata in città. Ma forse non tutti sanno che, per farlo, i militari diedero fuoco a degli uccelli e li lasciarono volare perchè appiccassero il fuoco ovunque. Questa è la favolistica versione che appare nel film “Le chien, le general et les oiseaux”, Evento Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 2003.

La storia è quella di un anziano generale russo che, di notte, è perseguitato dai ricordi dell’incendio di Mosca e, di giorno, è costretto a subire le evacuazioni aeree dei pennuti che non gli perdonano l’eccidio comandato in passato. Un giorno incontra un cane che riuscirà a portargli un po’ di gioia e a compensare la noia delle sue giornate solitarie. Sarà proprio il cane Bonapart a ricucire lo strappo del padrone con gli uccelli.
Una favola densa di malinconia, indirizzata, oltre che ai bambini anche a un pubblico adulto. Ricorda un po’ i film di Enzo d’Alò, soprattutto nei disegni – dei piccoli quadri – volutamente imperfetti, come ha affermato Tonino Guerra in una recente intervista: “Le loro piccole imperfezioni servono a trasmettere un godimento reale che è proprio solamente dell’infanzia.” “L’errore” nel tratto, che ricorda anche i primi lungometraggi della Disney, ci “trascina con forza dentro la favola e ci fa camminare meglio nella vita reale”, a differenza delle ultime produzioni americane, perfette nella tecnica, ma fredde nella realizzazione troppo vicina alla nitidezza filmica. Nel lungometraggio. destinato a un pubblico europeo, si riescono a recuperare quegli elementi che ci fanno entrare direttamente nella vita e nelle case di San Pietroburgo, a respirarne la malinconia e la tristezza che la avvolge.
Non è in stile hollywoodiano neanche il ritmo, piuttosto lento, specialmente verso la fine: lo spettatore esce comunque soddisfatto, a giudicare dagli applausi, lunghissimi, che sono stati dedicati al film alla proiezione ufficiale della mostra.

Regia: Francis Nielsen
Soggetto e sceneggiatura:Tonino Guerra
Scenografia: Sergueï Barkhin
Musica: Andrea Guerra
Interpreti: Philippe Noiret
Durata: 72min.