“LE PRESSENTIMENT” DI JEAN-PIERRE DAROUSSIN

Un borghese in rue d'Avron

Settimana della critica
Tratto dal romanzo omonimo di Emmanuel Bove, “Le pressentiment” segna l’approdo alla regia dell’attore Jean Pierre Daroussin. Segnalato dalla Settimana Internazionale della Critica, il film racconta la storia di un uomo benestante trasferitosi nei quartieri popolari di Parigi.

“Monsieur Charles ha avuto un presentimento”. Probabilmente è solo questo il motivo per cui Charles Benestau, avvocato parigino dell’alta borghesia, decide improvvisamente di cambiare il corso della propria vita, prima che questa finisca. O almeno, questa è la sola spiegazione che il suo vecchio entourage sa darsi.
Nonostante ciò che si dice di lui e delle sue azioni, il protagonista de Le pressentiment decide di dedicarsi, almeno per una volta, ad aiutare il prossimo e a compiere una buona azione.
Certo “non c’è niente di più ingannevole delle buone intenzioni, che danno l’illusione di incarnare il Bene”. Ma il proposito del signor Benestau non è quello di salvare il mondo.
Capitato casualmente in una situazione familiare tragica, egli si propone di aiutare la figlia di un padre violento in prigione e di una madre ricoverata in ospedale. Al di là di ogni previsione, si affeziona alla bambina, offrendole tutto ciò che di cui dispone per renderla felice.

Il cambiamento del signor Benestau è rappresentato dal trasferimento tra un quartiere e l’altro di Parigi. La ville lumière è, d’altronde, protagonista del film, quanto i suoi interpreti. Benestau sembra un Jess Hann in bicicletta, un nuovo protagonista de Le signe du Lion di Eric Rohmer che vaga per le vie e i vari arrondissements parigini.
Lo si vede circolare tra la rue de Rivoli e la Bastille, vedere il panorama dalle terrazze del Pompidou e parlare con uomini che vanno solo nei caffè della Rive droite.
Gli stessi titoli di testa s’inscrivono, come incisioni, nei muri della capitale francese, passando da quelli lisci e curati del centro città a quelli rovinati della quasi-periferia.
Il trasferimento di Benestau nell’umile appartamento di rue d’Avron sconvolge i suoi vecchi amici, quanto la sua esistenza. Gli uccelli impagliati delle ricche case lasciano il loro spazio ad un mobilio modesto ma ben più caloroso.

Il personaggio di Daroussin guarda alla sua esistenza come se si trattasse di un passato lontano. Impegnato nella scrittura di un romanzo, egli rilegge la sua vita in terza persona, distanziandosi da essa per comprenderne le qualità e i difetti. Il suo romanzo inizia con un personaggio che abbandona il passato, come quei mistici del diciassettesimo secolo chiamati “rinunciatori”, e che scopre come questo fosse stato solamente un luogo dove riporre tranquillamente le proprie sofferenze.
Il confronto con la sofferenza della bambina di cui si sta occupando gli fa rendere conto di come finora non sia stato capace di affrontare la vita direttamente. E in quel momento avviene pienamente il suo processo di maturazione, la soluzione ad una sorta di crisi adolescenziale tardiva di un uomo quarantenne.

Jean-Pierre Daroussin approda alla regia dopo dodici anni di recitazione. Diplomato al Conservatorio di Arti drammatiche, si fece notare per l’interpretazione del suo secondo lungometraggio Le Psy di Philippe de Broca. La definitiva consacrazione avvenne, però, con Mes meilleurs copains di Jean Marie Poiré.
L’amicizia con Robert Guédiguian, uno dei rappresentanti del nuovo cinema d’autore francese, lo ha avvicinato, dopo una breve deviazione per il mondo del teatro, alla regia cinematografica. Lo stesso Guédiguian produce il suo primo cortometraggio C’est trop con.
Ma è con Le pressentiment che Daroussin firma la prima regia di un film. Ad ispirarlo è il romanzo omonimo di Emmanuel Bove che lo colpisce per l’originale storia di un borghese che decide di divenire proletario.

Titolo originale: Le pressentiment
Nazione: Francia
Anno: 2006
Regia: Jean Pierre Daroussin
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Jean-Pierre Darroussin
Cast: Jean-Pierre Darroussin, Valérie Stroh, Amandone Jannin, Anne Canovas, Nathalie Richard, Hippolyte Girardot, Laurence Roy, Alain Libolt
Produzione: Agat Films & Cie, Bac Films, France 2 Cinéma
Distribuzione: Bac Films International