“LUCIA DI LAMMERMOOR” DI Gaetano Donizetti

Una Lucia di Lammermoor che incanta e commuove

Ultimo appuntamento della stagione lirica al Teatro Pergolesi con la Lucia di Lammermoor di Donizetti interpretata da una suprema Valeria Espsosito. L’artista napoletana incanta e commuove, interpretando attraverso tutta una serie di risorse espressive i sentimenti espressi dalla musica, dal fraseggio e dalla situazione drammatica

La 40ma stagione lirica del teatro Pergolesi di Jesi si chiude regalandoci il convincente allestimento della Lucia di Lammermoor. Dramma tragico in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano ispirato al romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott. Tipico esempio nella storia del melodramma del connubio ottocentesco tra romanzo storico e sviluppo della drammaturgia operistica.

Benché ambientato negli anni che segnano il trionfo della borghesia, il regista Italo Nunziata decide in questa circostanza di trasporre la storia nell’ambiente sociale di fine Ottocento, contrassegnato dai toni crepuscolari di un mondo in cui le regole di vita del mondo borghese sono ormai canonizzate e rese ottuse dalla vacua consuetudine degli affari.
Facendo leva sulla propria consolidata esperienza di prosa e di danza, Nunziata riesce a rendere teatrale un’opera che presenta oggettive difficoltà sceniche. Si tratta, come è ben noto, di un’opera gravata dal pesante fardello degli antefatti e dall’improrogabile necessità di mettere in scena i sentimenti dei protagonisti. Per ottenerne l’effetto decide di trasformare la scena in un luogo dell’anima in cui i personaggi incrociandosi fanno emergere emozioni e sentimenti che altrimenti sarebbero andati perduti.

L’impianto risente altresì del modo delicato con cui vengono curati gli effetti di luce ed i movimenti scenici, che hanno il pregio di conferire all’opera un’atmosfera di magia naturale.
Ma il successo dell’opera va ascritto anche al merito della compagnia artistica, tra cui ha brillato la stella di Valeria Esposito, ormai veterana nel ruolo di Lucia, che porta in giro per i teatri di tutto il mondo da oltre dieci anni. Superba soprattutto nel conciliare il suo forte temperamento napoletano con la mite debolezza dell’eroina di Donizetti, si rivela insuperabile sia nella padronanza espressiva che nel virtuosismo vocale. Lusinghiera anche la prova del giovane tenore turco Bullent Bezduz, che interpreta il proprio ruolo con convincente misura e sobrietà, uscendo indenne dall’arduo finale affidato al protagonismo tenorile. Degne di menzione anche quelle del baritono Stefano Antonucci e del basso Giovanni Furlanetto le cui coloriture della voce ben si adattano alle cadenze della prassi vocale ottocentesca.

Molto valido l’ensemble diretto magistralmente dal maestro Vito Clemente, che assicura una chiave di lettura delicata che ripristina alcune cifre nella tonalità originaria. Per l’occasione è ricorso all’impiego del cristallarmonio versione moderna della glassarmonica (strumento del XVIII sec. caro a Mozart) azionata manualmente costituita da bicchieri di cristallo colmi d’acqua capaci di produrre un suono diverso a seconda della modalità del graffio dell’unghia o del tocco del polpastrello sugli orli.
Fascino e suggestione di un’opera che ha sempre avuto una forte presa sul pubblico, che riserva ai protagonisti ancora una volta un caldo tributo.

Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti
Maestro Vito Clemente – Regia di Italo Nunziata – Scene e costumi Pasquale Grossi – Light designer Patrick Latronica Orchestra FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana – Coro del Circuito Lirico Marchigiano – con Valeria Esposito – Stefano Antonucci – Giovanni Furlanetto – Bullent Bezduz
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