LUCIEN FREUD
Dopo il successo riscosso alla Tate Britain di Londra nel 2002, sbarca a Venezia, in occasione della 51° Biennale, la mostra dedicata a Lucien Freud, il più importante pittore britannico contemporaneo.
Durante la Biennale del 1954, il trentenne Lucien Freud esponeva insieme all’amico Francis Bacon e Ben Nicholson. In occasione della Biennale 2005, a cinquant’anni dalla prima apparizione in laguna, Freud ritorna a Venezia. Il pittore non è più il ragazzo esordiente che si presentava con Girl with roses, ma un’artista le cui tele sono battute all’asta per svariati milioni. Eppure l’etichetta di pittore «freddamente eccentrico, spietato osservatore» che gli era stata attribuita nel 1954, è sempre valida: per quanto la sua pittura abbia avuto un’evoluzione, Freud rimane eccentrico e spietato nella sua concezione di pittura.
Un’estetica che la mostra Lucien Freud al Museo Correr di Venezia, mette in risalto presentando 90 dipinti e alcune acqueforti che attraversano l’intera carriera del pittore dai suoi esordi negli anni ’50 fino all’ultima tela del 2004 – 2005, The painter is surprised by a naked admirer.
Freud, durante l’unica conferenze che ha tenuto in cinquant’anni di attività, ha affermato che «la pittura non deve mai limitarsi a ricordarci la vita, ma deve acquisire una propria vita». Le sue tele non ricordano la vita, ma la descrivono in tutto il suo realismo, un realismo crudo, cattivo, nervoso, perfino osceno. Corpi obesi ritratti senza vergogna (Benefits Supervisor Sleeping, 1995), gli organi sessuali maschili e femminili rivolti verso l’osservatore alla maniera di Courbet o di Ingres (Painter and Model, 1986 – 1987), visi deformi o solcati dai più profondi pensieri (Frank Auerbach, 1975 – 1976). Freud non cela i difetti di nessuno, nemmeno di se stesso: si ritrae più volte, a figura intera o a mezzo busto, indagandosi psicologicamente. Non risparmi nemmeno la regina d’Inghilterra, ritratta nel 2001 in un piccolo primo piano in cui emerge lo sguardo profondo, ma anche le rughe del volto non più giovane. Con questo sguardo impietoso viene osservata anche la realtà: Wasteground with houses, Paddington (1970 – 1972) ritrae un complesso di edifici squallidi di Paddington e un giardino colmo di rifiuti di ogni genere.
Freud sperimenta diverse pose, ricerca la collocazione perfetta del corpo umano all’interno dello spazio – tela, arrivando a presentare corpi scomposti, ma totalmente padroni dello spazio circostante.
L’esposizione del Correr, curata da William Feaver in collaborazione con i Musei Civici veneziani e British Council, è stata organizzata in modo tale da poter osservare l’evoluzione della pittura di Freud: dalle prime prove in cui il pittore cerca la sua strada, il suo «periodo olandese», alle ultime tele in cui il suo modo di dipingere diventa fluido e immediato e da un «senso della vita assolutamente pieno».
LUCIEN FREUD – Venezia, Museo Civico Correr, dal 11/06 al 30/10/2005; Piazza San Marco, 52; ORARIO: 9.00-19.00, tutti i giorni (chiusura biglietteria ore 18.00); INGRESSO: intero € 6,00; ridotto € 4,00; INFO 0412747614
www.museiciviciveneziani.it