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LUDOVICO EINAUDI IN CONCERTO

Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica - 9 dicembre 2004

Illuminato da una luce tenue, Einaudi sembra tuffarsi nella sua musica, in apnea, per riemergere a intervalli regolari di due o tre pezzi: inspira inarcando la schiena, la ripiega espirando e poi si gira lentamente verso il pubblico scandendo con le labbra un “grazie” che pare quanto mai autentico.

Non tutti hanno capito il meccanismo, e infatti per una volta che il pianista lascia sospeso un accordo più a lungo del solito, scatta irrefrenabile l’applauso, per bloccarsi dopo un secondo, al riprendere delle note. L’acustica è veramente buona come promettevano, tranne qualche ghiribizzo della timbrica medio-alta del pianoforte, e si sente davvero tutto: il tossicchiare stanco di qualche anziano, il respiro affannoso dei nasi chiusi di stagione, i commenti delle coppie che ascoltano abbracciate. L’atmosfera però non ne risente, c’è un clima generale di concentrazione: a partire da quella dell’artista, veramente impressionante – evidenziata dal contrarsi dei muscoli facciali e dall’accentuarsi delle rughe -, che per una sorta di deferenza automatica pare trasmettersi direttamente allo spettatore.
Il pianista alterna a momenti solisti duetti con il violoncellista Marco Decimo che sottolinea la cadenza sinuosa del suo archetto con piccoli e involontari tic nervosi delle guance e dell’arcata sopraccigliare.
La musica sembra ispirarsi a un’estetica minimalista: i brani sono costruiti attraverso la scomposizione della linea melodica in piccole unità, ripetute o riutilizzate di volta in volta attraverso arricchimenti o semplificazioni, non perdendo mai d’efficacia anche per l’uso sapiente delle dinamiche e dei volumi. Il repertorio spazia tra gli ultimi lavori del Nostro: Una mattina, l’ultimo album, I giorni, Eden roc e un brano tratto dalla colonna sonora del film Luce dei miei occhi. Questa in fin dei conti sembra essere la natura dello stile di Einaudi: cinema in musica, o musica che evoca il cinema o comunque immagini, storie, situazioni a volte gioiose e a volte struggenti.
Il principale timore, per uno non abituato ai “piano solo” come me, era di stancarsi sulla lunga distanza. Il problema, tutto sommato – con un signore che si è piazzato al primo posto della UK Classical Chart -, non si è verificato.

DISCHI CONSIGLIATI:
Fuori dal mondo OST, Bmg, 1998
I giorni, Bmg Ricordi, 2001
Luce dei miei occhi OST, Virgin, 2001
Una mattina , Bmg Ricordi, 2004