“La Porta dietro la Cascata” di SURSUMCORDA

Parlare dei Sursumcorda e della loro musica non è un’impresa semplice. Escono dagli schemi della musica come viene concepita oggi, dalle canzonette, dal “commerciale”, per avventurarsi in terreno di suoni, immagini e parole, misterioso ed attraente, in cui l’ascolto e la visione diventano una parte attiva del processo compositivo.

La porta dietro la cascata raccoglie brani sia cantati che strumentali in un doppio cd. I testi e le armonie creano rimandi sinestetici a immagini e concetti, mentre chitarre classiche si intrecciano con strumenti popolari, etnici e archi classici.

Ascoltare questo disco diventa davvero un’esperienza che trascina ai limiti della bellezza e della profondità. Il gruppo, composto da Giampiero “Nero” Sanzari (chitarra e voce), Piero Bruni (chitarra), Francesco Saverio Gliozzi (violoncello), Fabio Carimati (batteria) e Emanuele “Manolo” Cedrone (percussioni), presenta i brani come anelli di un’unica struttura, legati indissolubilmente eppure indipendenti.

NonSoloCinena ha incontrato il leader Giampiero “Nero” Sanzari per approfondire la conoscenza dei Sursumcorda.

NSC: Il vostro è sicuramente un progetto particolare all’interno della discografia italiana. Come sono nati i Sursumcorda?

R: Da una grande amicizia, seguita dalla voglia di far diventare uno stile tutto quello che avevamo composto durante i nostri lunghi viaggi per le strade d’Europa.

NSC: La porta dietro la cascata è un album complesso, diviso in due cd. Come sono nati i vostri brani?

R: Non direi che è un album complesso, lo definirei piuttosto “di spessore”: l’ascolto è immediato perché i brani sono costruiti partendo da idee semplici, idee che si percepiscono al primo ascolto. Al tempo stesso l’uso di particolari arrangiamenti fa si che l’ascolto possa prolungarsi nel tempo grazie alla scoperta sempre nuova di particolari.
Ogni brano ha una storia a sé, non si parte mai da un idea compiuta ma da un’idea piccola di testo o di melodia, poi la composizione diventa un percorso creativo vero e proprio fatto di incontri umani, di confronti di idee. Un percorso nel quale musica e testo vanno di pari passo.

NSC: I testi e le musiche sono molto articolati e curati, è stato difficile trovare qualcuno con cui lavorare per la produzione del disco? Com’è nata la collaborazione con Fausto Dasé?

R: Quando si cerca di creare qualcosa di innovativo è necessario incontrare persone particolarmente sensibili e recettive. Durante una lunga vita musicale di incontri ne fai moltissimi ma solo pochi possono farti cambiare strada consentendoti di esprimere la tua visione del mondo. Conoscevamo Fausto Dasé per i suoi lavori, in particolare per il progetto Alda Merini/Giovanni Nuti, e per la sua professionalità, non vorrei scadere troppo nella retorica ma Fausto “è stato l’uomo giusto al momento giusto”: assieme all’incontro con Timur Semprini dell’Accademia del suono si presentava quello che avevamo sempre cercato: un ambiente ideale fatto di sensibilità artistica, di ottimi professionisti e di tecnologia all’avanguardia.

NSC: La musica che si sente per radio, per la maggior parte esce dai Talent Show, pensate che sia possible sensibilizzare i più giovani verso un altro tipo di musica?

R: Credo proprio di si. C’è un desiderio latente nelle nuove generazioni di uscire dagli standard e dagli stereotipi e ti dirò di più: è un desiderio trasversale che abbraccia anche le generazioni più adulte. La nostra musica è indirizzata ai curiosi di qualsiasi età.

NSC: Quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro? Tour? Show case promozionali?

R: La nostra Agenzia sta organizzando alcuni Showcase presso le Feltrinelli. Il Tour partirà in settembre, stiamo organizzando date anche all’estero.

NSC: I vostri live sono arricchiti da videoproiezioni: che rapporto vedete tra arte e musica?

R: La musica può giocare un ruolo importante in connubio con altre forme d’arte, nel campo dell’arte contemporanea, ma non solo. Nel nostro caso ad esempio col produttore Alberto Osella abbiamo musicato documentari dedicati a pittori del ‘600 e del ‘700 scoprendo che il nostro stile musicale, in virtu di una connotabilità storica imperfetta, consente di aumentare l’attenzione dello spettatore sull’immagine. Per un documentario di forte attualità invece, Debito di ossigeno di Giovanni Calamari, il contributo della nostra musica è stato quello di accentuare gli intensi stati emozionali nell’estremo realismo dei racconti.
L’uso di videoproiezioni è la coneguenza di quello che è il nostro concetto di musica evocativa, capace di creare immagini legate alle sonorità o al vissuto di chi ci ascolta.
Per questo per i nostri videoclip abbiamo scelto registi che hanno particolare sensibilità al rapporto tra immagine e musica come Fausto Caviglia e Giovanni Pitscheider, regista quest’ultimo che ha curato la cinematografia di importanti documentari come Caravaggio: L’eredità di un rivoluzionario, e del nostro ultimo videoclip Infinito.

NSC: Secondo voi le due arti possono veicolare le stesse emozioni e messaggi?

R: Certamente. La musica ha due forti capacità: la prima è quella di dare dinamismo all’immagine, sia quando si tratti di immagine fissa che di filmato; la seconda è quella di riuscire a creare un messaggio sinestetico, un significato terzo che va oltre la semplice somma dei messaggi.

NSC: Come è iniziata la vostra collaborazione con Pietro Cardarelli?

R: Abbiamo cercato a lungo un giovane artista che fosse poliedrico e legato al mondo dello spettacolo, che riuscisse con queste caratteristiche a rafforzare il rapporto del nostro stile con le immagini. Pietro Cardarelli, scenografo e art director, ci ha mostrato una indole votata all’esaltazione degli aspetti più intimi e nascosti di una rappresentazione, una caratteristica che rafforza il legame emozionale tra spettatore e spettacolo. Pietro ha curato la grafica della copertina dell’album La porta dietro la Cascata e il videoclip di animazione digitale che ne presenta l’uscita.

Info:
Sito ufficiale: http://www.sursumcorda.it
Videoclip “Infinito” – regia Giovanni Pitscheider:

Videoclip digitale – Release “La Porta dietro la Cascata” di Pietro Cardarelli