“La Scoperta dell’Alba” di Susanna Nicchiarelli

Il filo dei ricordi

Roma, 1981: il Professor Mario Tessandori, preside della Facoltà di Giurisprudenza, viene ucciso con sette colpi di
rivoltella da due brigatisti, nel cortile dell’università e sotto gli occhi di tutti. Muore tra le braccia di Lucio Astengo, suo amico e collega. Poche settimane dopo, Lucio Astengo scompare nel nulla.

Susanna Nicchiarelli, dopo il delizioso Cosmonauta, per la sua seconda opera trae libera ispirazione dal primo romanzo di Walter Veltroni, La Scoperta dell’Alba, mantenendo quell’atmosfera intensa e nostalgica.
Nella versione cinematografica, Giovanni, il protagonista del libro, è soppiantato da due sorelle, Caterina (Margherita Buy) e Barbara (Susanna Nicchiarelli).

Bambine nel 1981, hanno dovuto affrontare l’adolescenza compensando il vuoto della scomparsa del padre, forse rapito, forse morto; all’epoca non ci fu nessuna rivendicazione.
Nel 2011, sono diventate due donne adulte, con caratteri molto diversi. Caterina ha seguito le orme paterne, diventando docente universitaria; Barbara è diventata manager di una strampalata band musicale, I Gatto Ciliegia. Dopo la morte della madre, le due sorelle decidono di vendere la casa al mare, ferita di tanti ricordi vissuti con pacatezza.
Mentre Caterina si adopera in fretta per svuotarla, si accorge con sorpresa, che il telefono, di quelli ancora con la rotella, emette un segnale. Per gioco compone il numero della casa dove vivevano a Roma quando erano bambine. E con sorpresa ancora maggiore all’altro capo del telefono le risponde la voce di una bambina.
Sconvolta e attonita, Caterina scopre di comunicare con lei bambina nel 1981.

Iniziano così alcune conversazioni tra Caterina, che si finge zia Giorgia, e la Caterina bambina, alla ricerca di ricomporre il puzzle degli ultimi giorni trascorsi insieme al padre, prima della sua scomparsa.
Mentre la sorella Barbara pensa a organizzare serate per la sua band, Caterina
manda in frantumi una barriera temporale, fatta con le barricate di limiti dei ricordi.
E pian piano Caterina riuscirà a venire a capo di una scoperta che cambierà la vita delle due sorelle, rischiarando alcuni momenti dal buio.

La narrazione lieve della perdita dell’innocenza dentro ad un ambiente affettuoso e ribelle dove si muovono personaggi impulsivi si trasferisce da Cosmonauta a La Scoperta dell’Alba con veste onirica attraverso un telefono metaforico, mai enfatizzata o urlata; Susanna Nicchiarelli si muove nella sfera privata delle due sorelle sempre tenendo in primo piano il rispetto del dolore, che muove le riflessioni sull’aspetto storico.

Anche se a un certo punto la Nicchiarelli sembra avere difficoltà a tenere tra le sue dita una storia divenuta troppo spessa e la sempre solita Margherita Buy non facilita una costante morbidezza narrativa, che invece si ritrova in Barbara e negli altri personaggi minori, ma di ampio respiro, come Lorenzo (Sergio Rubini) e Giuseppe (Gabriele Spinelli),La Scoperta dell’Alba è un viaggio a ritroso per comprendere l’oblio e schiarire le cicatrici.

Titolo originale: La scoperta dell’alba
Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 92”
Regia: Susanna Nicchiarelli
Cast: Margherita Buy, Sergio Rubini, Susanna Nicchiarelli, Lina Sastri, Gabriele Spinelli, Lucia Mascino
Produzione: Fandango, Rai Cinema
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Roma 2012
10 Gennaio 2013 (cinema)