Bianca Pitzorno torna in libreria con un romanzo affascinante, fatto di misteri, inganni, amori e travestimenti sullo sfondo della Francia e dell’Inghilterra del primo Ottocento
Creatrice di best sellers per bambini (Ascolta il mio cuore, Diana cupido e il commendatore, Re Mida ha le orecchie d’asino), la Pitzorno si sta proponendo sempre più come una scrittrice a tutto campo, e La bambinaia francese, la sua ultima fatica, ne è l’esempio più evidente.
Siamo a Parigi, nel 1832. Una bambina, Sophie, poverissima e orfana, bussa alla porta del palazzo della prima ballerina dell’Opera, Celine Varens.
E’ l’inizio di una grande amicizia tra l’orfana e la ballerina che l’adotta come bambinaia per sua figlia, Adele. Sophie inizia una nuova vita insieme a Toussaint, il giovane schiavo nero regalato a Celine, al Cittadino Marghese e a molti altri personaggi pronti ad aiutare Celine quando il marito, Edouard, la lascerà e la ballerina finirà in prigione. Sophie difenderà Adele, e la seguirà a Thornfield Hall, l’antica dimora inglese di cui Edouard è il proprietario. Qui Sophie farà da spettatrice alla nascita dell’amore tra il perfido Edouard e la triste istitutrice Jane, e riuscirà a tornare in Francia da Celine solamente grazie ad una fuga organizzata da Toussaint.
La bambinaia francese rende omaggio ad uno dei più importanti romanzi dell’Ottocento inglese, Jane Eyre di Charlotte Bronte, dando una personalissima e originale rilettura dei personaggi di Jane e di mr. Rochester. Il romanzo sfata un mito, rileggendo l’intera vicenda vista dagli occhi di una ragazzina francese che oppone il rigorismo inglese alla brillantezza delle vita a Parigi.
La prima parte del romanzo, ambientata a Parigi, vede scorrere tra le pagine una carrellata di personaggi importanti del mondo culturale francese del primo Ottocento: Giochino Rossini, Victor Hugo, Alexander Von Humboldt, Theophile Gautier. Tutti autori che la Pitzorno dimostra di amare e di conoscere molto bene.
La seconda parte, ambientata a Thorfield Hall, rilegge le vicende di Jane Eyre e presenta un finale originalissimo che sposta le vicende di Sophie e Celine in Sud America.
La Pitzorno ha creato un romanzo perfetto, adatto al pubblico dei più piccoli che si appassionerà delle mille avventure che Sophie deve affrontare con il fido amico Tiussaint, ma godibile anche per un pubblico di adulti che si divertirà riuscendo a cogliere tutti i riferimenti storico-culturali in esso presenti e a intuire la parodia di Jane Eyre.
Mondadori, Ottobre 2004






