mercoledì, Luglio 15, 2026
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“La classe” regia di Nanni Garella

Con i pazienti psichiatrici di Arte e Salute Onlus. Lo spettacolo ha vinto il Premio Anima nel 2013

La classe nasce da un laboratorio condotto da Nanni Garella con la compagnia di pazienti psichiatrici Arte e Salute su ‘La Classe’ del pittore e regista polacco Tadeusz Kantor. Andrà in scena dal 10 al 22 febbraio al Teatro delle Passioni di Modena.

Garella ha messo in scena personaggi adulti nei banchi di una vecchia aula scolastica, nel luogo dei giorni ineffabili dell’infanzia come afferma lo stesso regista: “Ho pensato di affidare questi personaggi agli attori di Arte e salute, perché l’infanzia ha per loro un significato molto particolare: forse più che per altri, essa è separata dal resto della vita, come divelta dallo scorrere naturale della maturazione e dell’età; ed è per loro più facile che per altri rappresentare la bellezza e l’insostituibile pienezza di felicità del tempo perduto dei banchi di scuola”.

Note di regia
Dodici persone adulte nei banchi di una vecchia aula scolastica: persone ormai trapassate in una sorta di limbo, nel luogo dove essi hanno trascorso i giorni ineffabili dell’infanzia, i giorni che tornano solo nei ricordi, a volte vividi e pieni di energia, a volte stanchi e melanconici, a volte lancinanti come cose irrimediabilmente perdute.
_ Ho pensato di affidare questi personaggi agli attori di Arte e salute, perché l’infanzia ha per loro un significato molto particolare: forse più che per altri, essa è separata dal resto della vita, come divelta dallo scorrere naturale della maturazione e dell’età; ed è per loro più facile che per altri rappresentare la bellezza e l’insostituibile pienezza di felicità del tempo perduto dei banchi di scuola.
_ Il risultato è che la rappresentazione di un mondo perduto, morto, sepolto nella memoria, si trasforma in un trepidante, violento, commovente inno alla vita; una vita tutta ormai vissuta che ritorna nella sua pienezza solo a patto di fare i conti con il nulla della morte.
_ Il rapporto imprescindibile dell’uomo con la morte è un tema che la società contemporanea rifugge dall’affrontare, per rincorrere una vita di facili e avide conquiste di benessere materiale. Nel nostro spettacolo, il confronto con la morte è vissuto sulla pelle da attori che hanno perduto una parte importante della propria vita, spezzata dalla malattia e dalla sofferenza; e che hanno imparato, proprio dal confronto aspro con le forme teatrali dei personaggi, a riconquistare la dignità e la pienezza dell’esistenza e della propria umanità.

il 10/02/2015, ore 21:00
_ il 11/02/2015, ore 15:00
_ dal 12/02 al 13/02/2015, ore 21:00
_ il 14/02/2015, ore 19:45
_ il 15/02/2015, ore 17:00
_ il 17/02/2015, ore 21:00
_ il 18/02/2015, ore 15:00
_ dal 19/02 al 20/02/2015, ore 21:00
_ il 21/02/2015, ore 19:45
_ il 22/02/2015, ore 17:00
foto di Luca Sgamellotti
Premio Anima