La mise en espace di un Goldoni tragico, la mostra RadioGoldoni alla casa di Goldoni e la festa “Il mondo della luna” per studenti e spettatori del festival
Al Teatro Universitario Giovanni Poli di Santa Marta, nell’ambito del Campus Universitario Internazionale va in scena venerdì 20 luglio alle 19,30 “Il padre di famiglia”, testo minore goldoniano di cui esistono varie redazioni nella produzione del gruppo veneziano Questa Nave sostenuto dall’Assessorato alla Produzione Culturale del Comune di Venezia.
“La nostra proposta parte dalla considerazione che quasi tutte le commedie goldoniane sono sino ad un certo punto del loro sviluppo drammaturgico tragedie. Spesso ho avuto l’impressione che il lieto fine sia una chiusa obbligata.
L’Autore interviene e tutto si ricompone. Questo approccio mi tenta a vedere in Goldoni un precursore del dramma borghese – spiega il regista e curatore della riduzione e adattamento del testo Antonino Varvarà – La vicenda, fortemente segnata da toni moralistici, viene trasposta alla vigilia dell’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale (10 giugno 1940): l’obiettivo è far emergere l’aspetto drammatico del testo, evidenziando sia il contrasto generazionale che le tensioni all’interno del nucleo familiare. A questo scopo ho trovato utile e funzionale inserire alcune scene de “Il giocatore”, il cui protagonista ha nome e indole del figlio dissoluto de “Il padre di famiglia” Ne sono interpreti Anna Bortolato, Lorenzo Confalonieri, Francesca D’Este, Lucia Messina, Silvia Nanni, Giulio Nerici, Gianni Nistri e Dino Polito.
Dal Teatro Poli alla Casa di Goldoni, che ospita sino al 31 luglio (orario 10-17chiusa il mercoledì) la mostra “RadioGoldoni” realizzata in collaborazione con i Civici Musei Veneziani, Radioscrigno, struttura che si occupa della diffusione dei documenti audio storici della Rai, e La Biennale su progetto di Silvia Matarazzo “Nei tre totem, messi a disposizione dei visitatori nelle sale della Casa di Goldoni sono stati raccolti materiali per oltre cinquanta ore di trasmissione – spiega la curatrice del progetto – Sono quattordici i segmenti attraverso cui viene ripercorso, in 1703 tappe sonore, l’intensa e accidentata vita terrena di Carlo Goldoni, attraverso opere, ricordi autobiografici e testimonianze non solo di coloro che ne hanno messo in scena i lavori ma anche di quanti ne hanno studiato la vastissima produzione.
Le musiche dei compositori per cui Goldoni fu prolifico scrittore di libretti e drammi giocosi (da Galuppi a Piccinini sino a Paisiello) sono la colonna sonora che accompagna i visitatori della mostra alla scoperta degli interpreti goldoniani: dalle diverse attrici che si sono misurate con Mirandoliona, protagonista della Locandiera alle sezioni dedicate al Carnevale Veneziano e alla memorabile edizione de “L’Arlecchino servitor di due padroni” allestita da Strehler per il Piccolo di Milano. Sono venti le commedie goldoniane che è possibile riascoltare (in versione ridotta e concentrata) con interpreti del calibro di Baseggio, Tofano, Brignone, Pagnani, Tieri, Carraro, Moriconi, Franca Valeri, Lionello e Mauri. In margine una mostra di disegni di adolescenti siberiani che hanno illustrato l’“Arlecchino servitor di due padroni”, illustrazioni poi raccolte in libri in miniatura con la versione in russo della celebre commedia.
Da ultimo “Il mondo della luna” ovvero la festa degli studenti del Campus ospitato nell’ambito del Festival in programma in Piazzale Porta Nuova dell’Arsenale dalle 20 alle 23 del 21 luglio: la festa, aperta anche agli spettatori della manifestazione, vedrà i partecipanti trasformarsi da studenti in interpreti, nelle lingue dei paesi d’origine, di brevi scene tratte dai testi goldoniani. A chiudere la serata saranno gli interventi di attori e registi presenti al festival che a loro volta dedicheranno a Goldoni brevi spezzoni tratti dai loro spettacoli o da corrispondenze private, come la lettera scritta da Giorgio Strehler a Pamela Villoresi, che ne darà pubblica lettura in quest’occasione.