“La sorgente dell’amore” di Radu Mihaileanu

Il coraggio di essere donna

In un piccolo villaggio del Magreb (potremmo essere in Marocco, come in Tunisia, in Libia o in Algeria), dove la corrente elettrica non è ancora arrivata e non esiste acqua corrente, un gruppo di donne per far fronte ai fabbisogni familiari si reca ogni giorno a raccogliere l’acqua da una sorgente in cima alla montagna. Nel tornare a valle, portando sulle spalle i pesanti secchi sotto un sole caldo ed accecante, negli anni alcune di loro hanno perduto i figli che portavano in grembo scivolando sui sassi impolverati dalla sabbia del deserto. Ma essere donna è sopportare il dolore in silenzio e, poiché l’acqua serve nei lavori domestici, è tradizione che le donne si facciano carico di portarla a valle nel rispetto dei loro doveri.

Tra queste donne c’è Leila (Leila Bekhati – Une vie meilleure), detta “la straniera” perché viene dal Sud, e come il vento caldo del Sahara porta con sé novità: è una donna libera perché forte dell’amore del suo Sami (Saleh Bakri – La Banda), che ha voluto sposarla contro il parere di sua madre Fatima (Hiam Abbass – Il giardino dei limoni, La sposa siriana, L’ospite inatteso). Leila è bella, giovane, sa scrivere, sa leggere ed interpretare le Scritture: in esse si predica l’amore reciproco e non la sottomissione della donna all’uomo. Ma essere rivoluzionarie è facile quando si è ricche d’amore, e secondo Fatima l’amore porta sempre sventura. Grazie all’appoggio dell’anziana madre di un Imam detta “Vecchia Lupa” (la cantante Biyouna), Leila un bel giorno propone alle donne del villaggio di fare un singolare sciopero: niente più effusioni né sesso con i propri mariti, sino a quando essi non si faranno carico di portare l’acqua al villaggio al posto delle mogli, perché sono oramai lontani i tempi in cui i loro padri ottennero l’uso della sorgente facendo una cruenta guerra contro i coloni. Quella guerra adesso è finita ed i figli degli eroi di un tempo non fanno altro che passare le loro giornate al bar, mentre non sembrano essersi accorti che la siccità ha scatenato un nuovo conflitto: quello delle donne contro loro stesse, contro la loro condizione. E così la guerra dell’acqua si trasforma nella guerra dell’amore.

Radu Mihaileanu, dopo Train de vie e Il Concerto, ci racconta con la sua consueta grazia un’altra bella storia, affrontando con La sorgente dell’amore il tema del rapporto uomo-donna nel mondo islamico. Partendo da un fatto di cronaca avvenuto in Turchia nel 2001 ed attingendo a livello metaforico dalla Lisistrata di Aristofane, ci regala un film corale, equilibrato e ricco di significati, magnificamente interpretato da un cast di attrici d’eccezione. Girato interamente in darija, il dialetto marocchino, La sorgente dell’amore ha la forma di un racconto orientale contemporaneo, anche grazie ad alcune scelte fatte dal regista: come la presenza in un paio di scene del telefonino e della televisione, da cui riecheggiano le frasi sdolcinate di una soap latino-americana che la giovane Loubna, detta “Esmeralda” (Hafsia HerziCous Cous), ripete continuamente nel film.

Mihaileanu, nel realizzare con estrema delicatezza questo inno all’amore e all’emancipazione del mondo femminile arabo, in cui l’acqua ne è la metafora, si è servito anche dell’introduzione, sia di alcune scene di festeggiamenti in cui le donne vestite con costumi berberi strumentalizzano i canti tradizionali per inviare messaggi ai loro uomini, ricordando loro di innaffiare la propria moglie come un fiore o una terra fertile; sia di luoghi ben definiti come lo uadi dove si fa il bucato o l’hammam o piccoli anfratti in cui le medesime donne si ritrovano per parlare senza essere viste né sentite dai mariti, luoghi dove un tempo si coltivava l’ignoranza perché assieme alle mura domestiche significavano segregazione, ma che invece oggi servono a persone come Leila per insegnare alle più giovani a leggere e scrivere affinché si sentano libere. E con acqua, suoni, danze, musica, colori, luce e cibi speziati, Radu Mihaileanu ci regala una storia tutta al femminile che, malgrado le tragedie di cui è costellata, ci impartisce una splendida lezione di coraggio, amore, bellezza e sensualità.

Titolo originale: La source des femmes
Nazione: Belgio
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 125′
Regia: Radu Mihaileanu

Cast: Hafsia Herzi, Leïla Bekhti, Zinedine Soualem, Sabrina Ouazani, Malek Akhmiss, Saad Tsouli
Produzione: Elzévir Films, Europa Corp., Indigo Film, Panache Productions
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: Cannes 2011
09 Marzo 2012 (cinema)