“La tua Istanbul” all’interno della rassegna Italia-Svezia 2-2

Lo spettacolo è stato portato in scena dal centro di promozione teatrale "La soffitta", lunedì 13 aprile

Il programma della rassegna Italia-Svezia 2-2 ha previsto la messinscena di quattro spettacoli, due dei quali realizzati da due autrici svedesi, Mia Tornqvist e Katarina Carlshamre e due da due autrici teatrali italiane, Sara Sole Notarbartolo e Magdalena Barile. Ho assistito al primo spettacolo della rassegna, intitolato “La tua Istanbul”.

“La tua Istanbul” racconta la storia di una famiglia turca immigrata in Svezia, stravolta dall’impetuoso arrivo di Klara una giovane svedese attratta dall’esotismo della cultura turca.

Il dramma è scandito da rigide sequenze che sembrano via via far precipitare la serena situazione iniziale verso la tragedia. Dalla scena fredda e distaccata di un ospedale svedese al sogno di un viaggo verso Istanbul, il luogo dei desideri, dei rimpianti, dei ricordi di tutti i personaggi dello spettacolo.

“La tua Istanbul” è innanzitutto uno spettacolo che racconta di passioni, di storie d’amore brucianti, tormentate o mai concluse, in linea perciò con una tradizione culturale più facilmente assimilabile al mediterraneo piuttosto che ai paesi scandinavi.

In secondo piano, emerge anche un discorso sull’integrazione, sulla sfida complessa del dialogo tra culture che sono sempre state distanti e sugli esiti che tale incontro/scontro produce.

Il testo, fitto e corposo, forse viene penalizzato dalla meccanicità che scandisce le scene e che fatica ad adeguarsi al vortice di sentimenti dal quale sono rapiti i personaggi.

La messinscena purtroppo non permette però un’obiettiva analisi dello spettacolo.
Gli attori hanno recitato senza dare espressività ad un’opera che sembrava invece pensata per essere carica di emotività.
Anche la mancata realizzazione di una scenografia, o l’utilizzo di immagini per rendere le atmosfere evocative di cui è ricco il testo rendono difficilmente valutabile il complesso dell’opera.
La messinscena è sembrata così un assaggio, una prova campione dello spettacolo così come potrebbe essere se completamente sviluppato.