“La vedova scaltra” di Carlo Goldoni

La commedia tra teatro e realtà

È andata in scena al teatro Goldoni una delle opere di maggior pregio del commediografo veneziano, che segna il passaggio tra la Commedia dell’Arte e il teatro moderno.

L’opera che è andata in scena i giorni scorsi al Teatro Goldoni di Venezia, rappresenta non soltanto uno dei momenti altissimi e assai divertenti della commedia goldoniana, ma soprattutto il simbolo del cambiamento dell’autore, che dal teatro delle maschere tipico della Commedia dell’Arte passa a quello dei personaggi presi dal reale, che saranno protagonisti dei suoi lavori successivi e della Commedia di Carattere. Ne “La vedova scaltra” infatti convivono le maschere di Pantalone e Arlecchino e personaggi comuni quali la vedova Rosaura, i servi, i suoi pretendenti.

Rosaura è una giovane e bella vedova che desidera risposarsi, ma la scelta tra i suoi quattro pretendenti è assai ardua. Si tratta di decidere, infatti, tra un nobile spagnolo, un Lord inglese, un sofistico ed elegante francese e un conte italiano. Ciascuno di loro presenta, però, oltre che ricchezza e premure per l’amata, delle pecche che complicano la decisione di Rosaura: il francese è vanitoso e frivolo, lo spagnolo rigido e impostato, l’inglese uomo di pochissime parole e poco incline al matrimoni, e l’italiano, terribilmente geloso. Rosaura scioglierà i suoi dubbi ricorrendo allo stratagemma del travestimento copiato dallo sfortunato servitore Arlecchino: celando il suo volto con maschere carnevalesche, si fingerà quattro diverse dame, ciascuna della nazionalità dei quattro pretendenti, per verificare la loro fedeltà posta a rischio dalle lusinghe di una misteriosa dama connazionale e innamorata. Naturalmente tutti cederanno senza tanti complimenti, tranne il geloso quanto fedele conte di Bosco Nero, che riceverà in premio la mano della scaltra vedova.

L’opera è ben orchestrata dal regista Marco Bernardi, che grazie alla scenografia rotante dà un taglio quasi cinematografico alla piece. I cambi scena risultano quasi come passaggi tra momenti che si svolgono contemporaneamente, e l’effetto “carillon” della struttura rotante con i personaggi immobili come in dei fermo immagine è piacevole e mai pesante.

Le scenografie di Gisbert Jaekel accennano soltanto gli stucchi del settecento mentre i costumi di Roberto Banci interpretano in pieno i fasti di quell’epoca, realizzando, nell’insieme, scene sempre equilibrate e accattivanti.

Gli interpreti sono tutti molto convincenti e bravissimi ad entrare nel personaggio e renderlo ancora più piacevole con una loro personale briosità e accentuazione della mimica facciale. Su tutti, da citare la vedova Rosaura, Patrizia Milani, accattivante, civettuola e ironica; Monsieur Le Blau , comico ed esagerato; la serva Marionette, pettegola ed energica e le due maschere di Arlecchino, Luigi Ottoni, che lascia spazio anche all’improvvisazione e di Pantalone, Alvise Battain.

Un’opera ricca, portata in scena da un team di ottimi professionisti che restituiscono un Goldoni particolarmente fresco e divertente.

LA VEDOVA SCALTRA
di Carlo Goldoni
regia Marco Bernardi
scene Gisbert Jaekel
ambientazione sonora Franco Maurina
costumi Roberto Banci
luci Andrea Travaglia
con Patrizia Milani, Carlo Simoni
Alvise Battain, Andrea Castelli
TEATRO STABILE DI BOLZANO