“Le età barbariche” di Denys Arcand

Un uomo insignificante alle prese col nuovo Medioevo

Jean-Marc è un anonimo impiegato della Provincia del Quebec. La sua vita è grigia e alienante come l’autostrada che ogni giorno lo porta nel suo piccolo e glaciale ufficio. Lì lo aspettano le vessazioni del suo capo (rigorosamente donna e rigorosamente acida), le insopportabili lezioni di positività, i controlli quasi polizieschi della squadra “anti- fumo”. A casa la situazione non è certo migliore. Con la sua “moglie in carriera” Jean-Marc non ha alcun tipo di rapporto, neanche verbale, mentre le sue figlie adolescenti lo ignorano con insofferenza. Per scappare dalla sua vita di “uomo insignificante”, l’occhialuto impiegato di mezza età si rifugia costantemente nei suoi sogni di gloria e nelle sue fantasie, sempre popolate di donne bellissime che aspirano solo ad essere sue.

Con questa pellicola il regista Denys Arcand, già premio Oscar per Le Invasioni Barbariche, torna a raccontare la decadenza dell’epoca contemporanea, percorsa da uno schiacciante senso di vuoto e inutilità. Stavolta la metafora storica prescelta è il Medioevo. L’âge des ténèbres (l’età delle tenebre) è, infatti, il titolo originale del film, a cui la traduzione italiana non rende giustizia. Di quei secoli bui, il presente sembra ricalcare alcuni tratti particolarmente inquietanti, come la superstizione, il catastrofismo e, soprattutto, la violenza pervasiva, pronta a scoppiare ovunque per i motivi più futili. Uno dei meriti più evidenti di questo film, in effetti, sembra proprio la sua capacità di rappresentare con ironia e senza troppo patetismo una tragicomica atmosfera da “fine del mondo”.

Ne fa parte anche quel grigiore assoluto che regna non solo sulla vita del protagonista, bensì su tutto lo scenario a lui circostante, costruito quasi per contrasto alle sue vivide e coloratissime fantasie. Tutti beffardi e politicamente molto scorretti, i sogni diurni del protagonista costituiscono il perno indiscusso della verve comica del film, ma anche uno dei caratteri più importanti della personalità “attendista” di Jean-Marc. Le fantasie dell’anonimo impiegato provinciale, infatti, lo mantengono in una specie di placenta di auto-commiserazione per le circostanze sfortunate (mai veramente chiarite), per colpa delle quali si è ritrovato a essere un uomo insignificante. L‘esistenza di Jean-Marc, dunque, è assieme metafora e pretesto per parlare di quella mancanza di impeto vitale, che costituisce la vera causa del regresso di civiltà in cui rischia di cadere il mondo occidentale. I bizzarri crociati e i predicatori estemporanei che (nel film) si aggirano in costume per le strade del Quebec, sono solo il corollario folkloristico di un’umanità intenta a combattere il grigiore della propria esistenza con il ritorno ad assurdi vessilli medioevali.

La chiave per uscire da questa disintegrazione, dopo tutto, sembra proprio ritrovare il colore, ma nei modi più sani: non scimmiottando le gesta di antichi cavalieri, né rifugiandosi in fantasie inconsistenti. Servono, piuttosto, i colori dolci e sfumati di un tramonto, o magari quelli di un semplice cestino di frutta: immagine delicata (e forse un po’ azzardata) scelta dal regista come finale del film. Arcand, infatti, conclude la sua esplorazione tragicomica del nuovo Medioevo con un’ideale natura morta che “prende vita” in un quadro di Cezanne, assumendo un inaspettato significato di speranza. Esiste sempre una via d’uscita dalle “tenebre”: c’è chi la trova nell’arte, ma non è certo l’unico mezzo. L’importante – sembra suggerire Arcand – è non farsi risucchiare né dal fascino delle proprie fantasie, né da quello, ormai molto diffuso, del ritorno alle spade.

Titolo originale: L’age des tenebres
Nazione: Canada
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 110′
Regia: Denys Arcand

Cast: Diane Kruger, Emma De caunes, Rufus Wainwright, Macha Grenon, Pierre Curzi, Gilles Pelletier, Jean-rené Ouellet, Denys Arcand, Karen Elkin, Caroline Néron, Marc Labrèche
Produzione: Cinémaginaire Inc.
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 07 Dicembre 2007 (cinema)