Le “false verità” di ATOM EGOYAN E COLIN FIRTH

Le verità di Atom

Conferenza Stampa
Il regista canadese, ma di origini armene, Atom Egoyan e l’attore inglese ma con profondi legami con il nostro paese, Colin Firth, sono venuti a Roma per presentare il film che verrà distribuito il 14 aprile da Fandango (editore anche del libro di Holmes) in ottanta sale. Atom Egoyan apprezzatissimo regista di film come “Exotica”, “Il dolce domani”, “Il viaggio di Felicia”.

“Quando ho iniziato a fare il film non sapevo quali temi prendessero piede”. E’ una delle dichiarazioni principali di Atom Egoyan durante la conferenza stampa del suo ultimo lavoro False verità. “Molto forte – dice Egoyan – il contrasto tra la sfera pubblica e quella privata. La prima rappresentata da un evento pubblico e, per lo più, mediatico (Telethon). La seconda da una camera d’albergo. Questo elemento si riflette in pieno nei due personaggi (due noti entertainers americani) interpretati da Colin Firth e Kevin Bacon che, con i loro modi di fare, portano avanti la complessità di queste due sfere”.

Per Colin Firth è stato affascinante scoprire la realtà che si cela dietro il mestiere del comico: far vivere i sogni. “Lo spettacolo è come la droga – conferma Colin Firth – un mondo che educa all’egoismo, crea dipendenza e costringe a sempre nuovi stimoli, per poi condannarti a una solitudine senza appello”. Ciò che a Egoyan interessava rappresentare era l’idealismo di una gioventù corrotta dalla forza delle istituzioni. O meglio il difficile tentativo di una giovane donna intenta a sconfiggere i preconcetti che la circondano. Il concetto di innocenza unito a quello della celebrità è fondamentale.

Stilisticamente, Egoyan sottolinea l’utilizzo formale della “popular culture”. Frammenti di testo che provengono direttamente dall’intrattenimento di natura “pop”: musica, production design, cinema. Diverse sono, dunque, le modalità usate per raccontare la storia. Forte, inoltre, il richiamo al noir e al neo-noir degli anni ’70.

Alle spalle di False verità c’è l’omonimo romanzo, di prossima pubblicazione per la Fandango Libri. Il regista confessa di aver letto il libro prima che venisse pubblicato. “I comici mi hanno sempre affascinato. E’ una professione vitale, importante per noi”. L’autore del libro, Rupert Holmes, ha dichiaratamente ispirato la storia al rapporto fra Jerry Lewis e Dean Martin. “Avevo dei problemi su questo” dice Egoyan. “C’è stata una libertà eccessiva nello scrivere il libro. Ho cercato di prendere le distanze. Evitare, il più possibile, la ricostruzione di una coppia che avesse un collegamento diretto con la realtà. A differenza del testo ho cercato di evitare qualsiasi riferimento a personaggi riconoscibili. E’ però impossibile, nell’immaginario americano, non associare una trasmissione di solidarietà come il Telethon, con l’icona di Jerry Lewis che l’ha lanciato”. Lanny, il personaggio interpretato da Kevin Bacon, è anzi dichiaratamente ispirato a Lenny Bruce, icona dell’umorismo ebraico, già incarnata da Dustin Hoffman nell’omonimo film del ’74: “Ho scritto la parte pensando a lui – racconta Egoyan -. E’ una versione forse un po’ più edulcorata e accessibile, ma comunque funzionale a punzecchiare il conformismo americano”.

Non è un caso, tiene a sottolineare il regista, che False verità sia stato vietato negli Stati Uniti ai minori di 17 anni. “Negli Usa ha pregiudicato fortemente il successo del film. Non soltanto ci ha impedito di farlo uscire, ma anche di pubblicizzarlo su larga scala. Al terzo tentativo di rimetterci le mani, ci siamo dovuti arrendere”. Il filmaker canadese, riguardo alle scene di sesso considerate altamente esplicite, dice: “Non c’è nulla di estremo. Il film mostra, semplicemente, la vulnerabilità emotiva”.

Sulla protagonista principale (Alison Lohman) Egoyan esprime la massima soddisfazione: “E’ una giornalista che vuole entrare a far parte di una storia. La sua bravura consiste nel saper diventare matura e consapevole con grande disinvoltura. Ha la capacità di interpretare se stessa come in un flash-back. Apparire estremamente vulnerabile ma nello stesso tempo cosciente. Una figura adulta in grado di tornare indietro”.