Le giornate del muto chiudono con il tocco francese di Feyer

"Les Nouveaux Messieurs"

Ottanta anni dopo, Les Nouveaux Messieurs di Jacques Feyder rimane uno degli esiti più esemplari e divertenti della commedia sofisticata francese. Il film chiude la XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto, e viene proiettato con l’accompagnamento musicale dell’Octuor de France che esegue una partitura originale di Antonio Coppola. Il compositore, che nell’occasione è anche direttore d’orchestra, torna a Pordenone per affrontare quella che lui stesso definisce la prova più impegnativa della sua prestigiosa carriera che lo ha portato ad essere uno dei massimi specialisti mondiali nello studio del rapporto musica-cinema muto.

“Film austero e amaro – scrive Coppola nel programma – proiettato nel futuro, impregnato di satira sociale nella descrizione delle contraddizioni dell’epoca che molte volte sono le stesse di oggi”. Les Nouveaux Messieurs è la versione cinematografica del più grande successo boulevardier della stagione teatrale parigina 1925-26 quando rimase in cartellone per 400 repliche consecutive. Per scrivere la complessa sceneggiatura Feyder si avvalse per la prima volta della collaborazione del suo ex-segretario e conterraneo belga Charles Spaak, che ben presto sarebbe diventato uno dei maggiori sceneggiatori del cinema francese.

Le riprese del film furono effettuate nell’estate del 1928 con un cast di prim’ordine nel quale spiccano i nomi di Gaby Morlay, Albert Préjean e Henry Roussell. C’erano tutte le migliori premesse per una grande successo commerciale ma accadde l’imprevedibile. Al film fu negato il visto di censura perché molti settori politici, di destra e di sinistra, si sentirono messi alla berlina dalla satira di Feyder. Quando, mesi dopo, lo scandalo rientrò e il film potè finalmente uscire nelle sale, era ormai troppo tardi, perché si stava imponendo la nuova moda del sonoro. Amareggiato e deluso, Feyder si trasferì a Hollywood dove non riuscì tuttavia ad affermarsi. Conobbe nuovamente il successo in Francia dopo il suo ritorno nel 1935.