Le performance inedite pensate a Venezia per la Biennale Danza /1

Tra i progetti di commissione raccolti nella sezione “Aura”, il direttore Virgilio Sieni ha coinvolto 5 coreografi che partiranno dal dettaglio di un’opera d’arte dei grandi artisti del passato presenti a Venezia. Saburo Teshigawara ha intitolato Eyes Off (21 e 22 giugno, Ca’ Giustinian) la performance solista in omaggio a La Nuda del Giorgione, oggi alla Galleria Franchetti della Ca’ d’Oro. Jonathan Burrows e Matteo Fargion presenteranno The Madonna Project (19 > 22 giugno, Ca’ Giustinian) ispirandosi alla Madonna col bambino in gloria di Giovanni Bellini, dipinto alle Gallerie dell’Accademia. Dallo stesso luogo sacro alle Muse, dove è conservato anche il Miracolo di San Marco del Tintoretto, prende spunto Perspective(s)/avec R (26 > 29 giugno, Palazzo Grassi), il titolo dell’assolo che interpreterà Roberta Mosca per la coreografia di Laurent Chétouane. Mondo novo di Jérôme Bel con 25 interpreti (19 > 22 giugno, Conservatorio), si ispira all’omonimo grande affresco di Giandomenico Tiepolo, oggi a Ca’ Rezzonico. Da un particolare della stessa opera, trae ispirazione il lavoro che Michele Di Stefano presenterà insieme a Margherita Morgantin 190.cm ca. (27 e 28 giugno, Ca’ Giustinian).
Le azioni performative della rassegna Prima Danza – Come nasce una danza? propongono i due percorsi di Marina Giovannini e Luisa Cortesi. Il primo intervento si svolgerà negli spazi delle Corderie e prevede – dal 5 al 25 giugno – l’apertura di ogni fase di una coreografia al pubblico e ai frequentatori della 14. Mostra Internazionale di Architettura. Punto sulla forma, questo il titolo, è “la narrazione aperta di una creazione” di Marina Giovannini. Il suo secondo intervento, Meditation on Beauty 1, 2, 3 (24 giugno, Ca’ Giustinian) è uno spettacolo scandito in 3 frammenti complementari. Con le stesse modalità, Luisa Cortesi per tutto il mese di giugno nelle ore di apertura della 14. Mostra sarà alle Corderie con La trappola, lavoro in fieri dalla struttura aperta, mentre presenterà lo spettacolo L’appuntamento al Laboratorio delle Arti di Ca’ Giustinian il 21 e 22 giugno, e di nuovo dal 25 al 28 giugno.
Dal lavoro di tre coreografi dal segno marcatamente distinto – Jérôme Bel, Roy Assaf, Alessandro Sciarroni, nasceranno anche le tre nuove creazioni di “Invenzioni”. Jérôme Bel proporrà Senza titolo (19 > 22 giugno, Palazzo Grassi) con 10 danzatori alla ricerca inaspettata di uno stato d’animo. Roy Assaf, proveniente da Israele, è autore di Dance Grammar, focalizzato sull’organizzazione delle relazioni umane in una comunità (27 > 29 giugno, Corderie dell’Arsenale). Si intitola You don’t know how lucky you are la nuova creazione del performer Alessandro Sciarroni in scena al Conservatorio B. Marcello dal 26 al 29 giugno nell’esplorazione del salto, metafora delle forze che possiedono l’esistenza.
Boschetto, Ballate, Danze per capire sono tutte performance che nascono dall’incontro tra coreografi, danzatori e il coinvolgimento della comunità. Ci saranno i “corti” delle creazioni di Ramona Caia e Sara Sguotti, dedicate a personaggi fiabeschi che abiteranno un boschetto artificiale in Campo S. Angelo. I “cortissimi” delle Ballate (duetti, trii, quartetti) nello spazio delle Corderie coinvolgendo tutti i coreografi. Infine, i “piani-sequenza” del danzatore non vedente Giuseppe Comuniello. È sempre all’interno delle Corderie che nei dieci giorni del Festival, dal 19 al 29 giugno, si svolgerà Found Dances & Everyone Gets Lighter/All! di Kinkaleri, compagnia che darà vita a una serie di azioni fondate sull’ “alfabetizzazione del movimento”.
Dedicato a percorsi formativi in vista di una creazione, Biennale College – Danza coinvolge quest’anno tutti giovani danzatori per il ciclo Vita Nova. Coreografi affermati – Adriana Borriello, Stian Danielsen, Cristina Rizzo, Simona Bertozzi, Helen Cerina e Virgilio Sieni – condurranno periodi di pratica con interpreti selezionati tra i 10 e i 14 anni in vista di una nuova creazione, commissionata dalla Biennale. Ai coreografi invitati è stato dato come tema i giochi popolari: uno stimolo alla leggerezza con interpreti-bambini cui trasmettere il gioco coreografico. Vita Nova inaugura il primo giorno del Festival, il 19 giugno (repliche 25 > 28, Ca’ Giustinian), con Bolerò, per la coreografia di Cristina Rizzo. Debutterà il 20 giugno al Teatro alle Tese Tacita Muta…, firmato da Adriana Borriello, danzatrice e coreografa dal segno incisivo cresciuta sotto la guida di Anne Teresa De Keersmaekeer. Il 21 giugno sempre alle Tese sarà la volta di Post grammatica di Helen Cerina, ventinovenne che spazia dalla coreografia alla performance. La stanza del fauno e Indigene (prima parte) sono i due lavori sul gioco combinatorio di duetto e quartetto condotti da Virgilio Sieni in scena rispettivamente il 24 e il 28 giugno al Teatro alle Tese. Guardare ad altezza d’erba, in debutto il 25 giugno (Teatro alle Tese), è una creazione di Simona Bertozzi, un modo per far scoprire ai giovani l’invenzione della fantasia. Il ciclo Vita Nova si conclude il 26 giugno alle Tese con Let’s play del ventottenne norvegese Stian Danielsen.
Agorà propone un ciclo di brevi creazioni inedite, pensate per i campi di Venezia. Michele Di Stefano, Cristina Rizzo, Iris Erez, Anton Lachky e David Zambrano sono i coreografi che guideranno i danzatori selezionati per Biennale College – Danza a indagare il rapporto fra corpo, movimento e natura del luogo. A inaugurare questa sezione del Festival il 19 giugno in Campo Pisani (repliche il 20 e 21 giugno) è A demain del coreografo slovacco Anton Lachky. Michele Di Stefano sarà in Campo San Maurizio il 20 e 21 giugno, dopo una lunga fase di prove aperte alle Corderie, con Sahara Para Todos, ispirato al tema del viaggio. Con la stessa modalità Cristina Rizzo anticiperà il suo Bolero Variazioni il 20 giugno (repliche 21 e 22) Il dialogo privato di Public Intimaci dell’israeliana Iris Erez sarà in scena in Campo San Maurizio dal 26 al 29 giugno. Da Amsterdam, ma venezuelano di origini, David Zambrano è autore filosofo di Passing-Through, in scena in Campo Pisani dal 26 al 29 giugno.
Infine, una mostra con i materiali video, fotografici e documentaristici dell’Archivio Storico/ASAC della Biennale di Venezia, presenterà tre approfondimenti su artisti che hanno coinvolto Venezia in avvenimenti esterni con un richiamo forte al corpo: Merce Cunningham, Living Theater e Meredith Monk.

Exit mobile version