sabato, Luglio 11, 2026
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Liberty a Forlì

Ai Musei San Domenico Uno stile per l'Italia moderna

I Musei di San Domenico a Forlì ormai stabilmente immessi nel circuito dell’arte più prestigioso, sono diventati un richiamo irresistibile per chi vuole gustare una mostra scientificamente valida ed esteticamente piacevole. Sotto la guida di direttori capaci, esperti e appassionati al loro lavoro si è imposta all’attenzione internazionale di competenti d’arte che rifuggono dal clamore mediatico capace di inventarsi motivi di attrazione per puntare sul rigore formale e critico offrendo opere magari già esposte altrove, ma inquadrate in un contesto temporale e critico nuovo.

Si è riusciti a fare convivere l’abbondanza dell’offerta con la qualità grazie alla fiducia che l’Istituzione si è ormai ampiamente guadagnata a livello nazionale e internazionale. Esposte in un modo organico e rispettoso del clima storico in cui l’opera è maturata anche i dipinti già noti assumono una nuova dimensione apprezzata da critici ed esperti. Per i profani viene offerta una panoplia di colori, volti figure, di un’esuberanza entusiasmante che invita a percorrere più volte il percorso espositivo.

Le opere esposte coprono il periodo che va dalla fine dell’Ottocento all’inizio del secolo scorso in coincidenza con l’affermarsi e il rafforzarsi dell’unità d’Italia, Nazione giovane che cerca nell’arte di stampo italico, un ritorno all’antico splendore di quando cioè erano le principali città italiane a dominare l’arte guidandone sviluppi e cambiamenti. La mostra madre, l’antenata nobile dell’attuale esposizione si può fare risalire all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa a Torino, L’ambizione dei curatori di allora era quella di svincolare il Liberty italiano dalla dipendenza dell’art nouveau a Vienna dove si era affermata pur essendo nata a Monaco di Baviera.

L’origine del termine Liberty è risaputo: lo si deve al nome del grande emporio anglosassone che vendeva i prodotti di quello stile. Anche l’altro termine con cui è designato stile floreale è indicativo del segno estetico caratterizzante, quei tralci di fiori, di viti, di arbusti fioriti così piacevoli e facili per l’occhio borghese alieno da novità rivoluzionarie. L’altra dirompente novità era la sua conclamata connessione con il mercato: superata la snobistica pretesa di purezza non contaminata da fini di lucro, quest’arte vede nella riproduzione meccanica di copia, nella sua diffusione fra categorie che fino ad allora ne erano state escluse, un modo utilissimo per affermarsi. L’opposizione con cui l’accademismo ufficiale cercò di fermarla era destinato ormai a fallire. L’apertura della forma artistica applicata agli oggetti quotidiani , elevò definitivamente questa arte nuova rompendo per sempre l’isolamento privilegiato in cui era fino ad allora racchiuso. Di questo inizio e del suo sviluppo dà conto la rassegna forlivese destinata ad un inevitabile successo di pubblica e critica.

A rappresentare visivamente questo passaggio verso la nuova arte vi sono tre opere di Sartorio consacrato a fama internazionale dal grande fregio detto di Behetoven e la magnifica Primavera che riesce a liberarsi dalle suggestioni klimtiane pur senza riuscirvi del tutto.
La Sirena di Sartorio in molteplici varianti si ritroverà emergente dall’acqua di un dipinto di Francesco Nonni, il maestro faentino che meglio è riuscito ad ispirarsi a questa art nuouveau personalizzandola anziché imitarla pedissequamente. Si fosse fatto conoscere a livello nazionale figurerebbe ora fra i grandi interpreti di questa nuova arte.

Liberty. Uno stile per l’Italia moderna
_ Forlì, Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro 12
_ 1 febbraio – 15 giugno 2014
Informazioni e Prenotazioni
_ tel: 199 15 11 34
_ Riservato gruppi e scuole
_ tel: 0543 36217
_ mostraliberty@civita.it; www.mostraliberty.it

Orario di Visita
_ da martedì a venerdì: 9.30-19.00; sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00. Lunedì chiuso.
_ 21 aprile e 2 giugno aperto.
_ La biglietteria chiude un’ora prima.