“Lincoln” di Steven Spielberg

Il Presidente dei presidenti

In una realtà politica contemporanea in cui l’evoluzione sociale della più grande democrazia moderna viene affidata per la seconda volta a un presidente afroamericano, Barak Obama, speranze e scetticismi si scontrano in una discussione che trova spesso forme espressive nell’ambito cinematografico. Tra queste, quella che sembra avere più risalto è l’ultima opera di Steven Spielberg, un film su uno dei più celebri presidenti americani, Abramo Lincoln, che in molti oggi assimilano per la sua volontà di cambiamento al contemporaneo presidente degli Stati Uniti d’America.

Spielberg infatti, basandosi su un testo del premio Pulitzer Doris Kearns Goodwin, si concentra sul periodo della vita di Lincoln in cui questi raggiunge il suo più grande successo politico, quello che gli ha permesso senza mezzi termini di entrare nella Storia: l’abolizione della schiavitù dalla Costituzione americana attraverso il Tredicesimo Emendamento. Sullo sfondo della sanguinosa guerra di secessione degli Stati del Sud da quelli del Nord, Lincoln combatte la sua personale battaglia politica contro il tempo per evitare la messinscena di un trattato di pace e porre fine al conflitto attraverso l’abolizione di quella legge costituzionale sulla schiavitù che ne viene considerata la causa.

Attraverso una straordinaria interpretazione di Daniel Day-Lewis nel ruolo del protagonista e del premio Oscar Sally Field nel ruolo della moglie di Lincoln (che conferma il detto secondo cui dietro ogni grande uomo si trova sempre una grande donna), Steven Spielberg riesce nell’impresa di riportare allo spettatore la figura, privata e pubblica, di un uomo che ha cambiato il proprio tempo attraverso i propri ideali di uguaglianza. La regia e la sceneggiatura finemente elaborate riescono a diradare qualsiasi ombra di dubbio sulla purezza degli intenti di Lincoln, forzandosi di evitare qualsiasi riferimento ai grandi interessi degli industriali del Nord contro gli agrari schiavisti del Sud. L’idealismo che si respira in questo film non sembra mai raggiungere la retorica, nemmeno nel momento in cui la purezza d’intenti viene difesa banalmente con un richiamo al trito e ritrito teorema di Euclide esposto a dimostrare l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani. La vera impresa di Spielberg è infatti quella di mostrare allo spettatore come un uomo spinto da un onesto ideale possa muoversi nel mondo della politica, sporcato dalla corruzione e dal tornaconto personale, e come in esso possa realizzare il suo nobile scopo.

Lincoln ci racconta la vittoria raggiunta grazie alla grandiosa opera di corruzione compiuta da uno dei personaggi più puri della Storia e il proseguimento di quel lavoro politico che non si esaurì nell’abolizione legale dello schiavismo, ma che proseguì, prima d essere bruscamente interrotto, in direzione della totale uguaglianza di diritti sociali e politici degli afro-americani. Si tratta di una commovente guerra morale senza alcuno spargimento di sangue combattuta al disotto di uno dei più atroci conflitti civili: i bombardamenti arrivano come echi nelle aule del potere e le poche immagini delle battaglie sono riprese con una fotografia al limite del bianco e nero che confonde le divise blu con quelle verdi, il sangue con il fango, i cadaveri con le macerie, per rendere al meglio il luogo in cui si sta combattendo la battaglia più nobile, quella politica. E seppure anche all’interno di questa regni il caos, Spielberg ci mostra come la determinatezza di un uomo riesca, in un modo o in un altro, a dare ordine sfruttando l’immenso consenso che un presidente appena rieletto può avere in uno stato di guerra: Lincoln ha in mano un potere al limite del dittatoriale, una popolarità tanto grande da permettergli di battersi contro l’intero sistema politico, anche contro quello stesso consiglio presidenziale che non comprende fino in fondo le ragioni di un rifiuto dell’armistizio.

Ma la regia riesce magistralmente a dimostrare come la figura di Lincoln, nonostante la mancanza dei mass media di oggi e addirittura dello strumento essenziale del microfono nei comizi, penetri anche oltre lo spazio elitario del politico raggiungendo quel campo di battaglia nel quale ogni singolo soldato sembra consapevole dell’ideale per il quale rischia la vita, fidandosi ciecamente della propria guida. Questa fiducia è rappresentata nel magnifico personaggio del generale nordista Ulysses Grant che, più di qualsiasi politico vicino al presidente, sembra accorgersi come un armistizio in cui gli stati ribelli si identificano come altra nazione, non possa decretare la fine di una guerra nata per la ragione precisa dell’abolizionismo e crei al contrario una seria minaccia all’unità nazionale che soltanto un atto politico sarebbe in grado di scongiurare.

Oggi i ruoli politici si sono radicalmente capovolti: quei democratici anti-abolizionisti rappresentati in modo ironicamente sprezzante da Spielberg come una massa di zotici interessati al proprio tornaconto, sono diventati nella figura di Obama i difensori dei diritti civili, quei politici progressisti che si battono contro il triviale conservatorismo repubblicano. Nonostante questo rovesciamento, in qualche modo esclusivamente semantico, alla fine del film ci si accorge che il parallelo tra Lincoln e Obama è un tema verso cui Spielberg cerca fortemente di indirizzare lo spettatore: l’evoluzione morale e lo sviluppo sociale sono una speranza che oggi come allora viene riposta nelle mani di un presidente americano in grado di incarnare il cambiamento. Anche se la versione italiana rischia di rovinare il lavoro di Daniel Day-Lewis con un doppiaggio affidato alle forzature teatrali di Francesco Favino (grande attore, ma tutt’altro che grande doppiatore), Lincoln riesce nel suo intento di far rivivere come fossero contemporanee le battaglie e gli ideali di un uomo che, appartenendo a un altro tempo, ebbe il coraggio di adeguarlo alle sue “folli” idee mandando avanti il corso della Storia.

Titolo originale: Lincoln
Nazione: U.S.A., India
Anno: 2012
Genere: Drammatico, Biografico, Storico
Durata: 150′
Regia: Steven Spielberg
Sito ufficiale: www.thelincolnmovie.com
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Tommy Lee Jones, Daniel Day-Lewis, Sally Field, Jared Harris, Jackie Earle Haley, David Strathairn
Produzione: Office Seekers Productions, Amblin Entertainment, DreamWorks SKG, Imagine Entertainment, Kennedy/Marshall Company, The Parkes/MacDonald Productions, Participant Media, Reliance Entertainment, Twentieth Century Fox Film Corporation
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Data di uscita: 24 Gennaio 2013 (cinema)