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Lino Tardia. La scatola dei Miti

Lino Tardia espone nelle sale dell’Appartamento Barbo di Palazzo Venezia a Roma

Da giovedì 28 maggio a domenica 28 giugno 2009 le sale dell’Appartamento Barbo di Palazzo Venezia a Roma ospitano la mostra personale di pittura, La scatola dei miti, del Maestro Lino Tardia.
Curata nell’organizzazione dalla Galleria Edarcom Europa, l’esposizione propone circa 60 opere di diverso formato rappresentative della ricerca svolta dall’artista dai primi anni Novanta ad oggi.

Un percorso ricco e suggestivo scandito da pochi temi (Maternità; Aquiloni minacciosi; Lune catturate; Scatole dei miti) affrontati con insistenza quasi a voler riannodare col loro tramite il legame con la sua terra d’origine, la Sicilia. Nel tratteggiare il profilo dell’artista, Claudio Strinati scrive nel suo testo in catalogo: “Tardia è un artista che vive il suo tempo con una intensa partecipazione e, nel contempo, con un senso di riservatezza e discrezione estreme che è raro trovare in altri protagonisti della nostra epoca.

Il suo percorso appare unitario e coerente nell’affermazione di uno stile intento a una costruzione figurativa che definisce lo spazio e le immagini in una costante dialettica tale da porre in primo piano un segno netto, incisivo, poderoso che delinea con precisione e acume le cose raffigurate ma sembrerebbe lasciare in una situazione di indistinto e imprecisato l’impatto emotivo che appare sempre molto forte e determinato nelle sue opere. Una sensazione che è destinata però a scomparire di fronte a un esame attento e coinvolto del suo lavoro improntato a una perentoria certezza e a una intensa capacità comunicativa sempre più chiara concentrandosi nella osservazione dei dipinti”.

Con un’attenzione rivolta alle suggestioni che sostanziano l’opera del Maestro, Andrea Romoli Barberini scrive nel suo testo critico: “Per Tardia la superficie del quadro è uno schermo dalle infinite profondità, lato visibile, porta aperta di una scatola magica (dei miti) in cui è possibile mettere in scena il verosimile e il fantastico come pure emanazioni dell’esperienza. La tela quindi, ben lungi dall’essere il luogo dell’illustrazione autobiografica, è qui il campo in cui convergono, coesistono e interagiscono la cultura dei suoi luoghi di origine, l’esperienza (da intendersi come verità del vissuto) e l’emotività alimentata dal loro ricordo. Tutti elementi, questi, che reagendo tra loro aprono la strada a un particolare e sofisticato visionarismo ricco di riferimenti alti – la storia, i miti della sua terra – dissimulato dietro le seducenti sintesi formali maturate nel corso di tanti anni di ricerca”.

Affascinato dall’evoluzione pittorica dell’artista siciliano, Francesco Ciaffi scrive nel suo testo: “Lino Tardia vive la ricerca pittorica come fosse una linea d’orizzonte. Da siciliano ha, da sempre, nelle sue corde di pittore, i colori caldi e veementi della sua terra. Le opere giovanili già si delineano per una forte personalità artistica tesa a trasfigurare in geometrie spaziali, composte da segmenti cromatici, i temi classici della rappresentazione guttusiana. Con il tempo quelle linee e quelle geometrie diventano più importanti delle figure che prima descrivevano. Il mare è sempre presente ma non più come elemento paesaggistico bensì come dimensione di viaggio, scoperta e ricerca. Lo studio di arcaiche simbologie fenicie provenienti dagli scavi archeologici di Mozia attrae una pittura che si trasforma in astrazione senza perdere fisicità. E proprio su questa fisicità, su una sorta di concretezza delle forme dipinte, si sviluppa il linguaggio della maturità di Lino Tardia. Non bastano più i colori ed i pennelli a creare i tipici spazi metafisici ma la materia in senso stretto diventa centrale nell’equilibrio delle sue opere”.

LINO TARDIA, LA SCATOLA DEI MITI
Appartamento Barbo
palazzo Venezia, Roma
Dal 29 maggio al 28 giugno 2009
Inaugurazione: giovedì 28 maggio 2009 ore 18,30
Orario: dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso