Luca Parmitano nello spazio con “Gravity”

L'astronauta italiano parla del film in uscita in DVD e Blu-ray alla Sapienza

ROMA – Di ritorno da sei mesi trascorsi in orbita, l’astronauta italiano Luca Parmitano è sopravvissuto anche all’esperienza al Festival di Sanremo dove è stato invitato come ospite.

Ora, alla facoltà di ingegneria della Sapienza di Roma, è chiamato invece a riportare la sua esperienza personale di astronauta in relazione al film Gravity, diretto da Alfonso Cuaron e interpretato da George Clooney e Sandra Bullock. Gravity è attualmente in uscita in versione DVD e Blu-ray e tra poco parteciperà da grande protagonista, con ben 10 candidature, alla notte degli Oscar.

Parmitano tiene innanzitutto a sottolineare come un film debba necessariamente tradire la realtà effettiva aprendo a numerose critiche mosse da tutti coloro che sono stati nello spazio o che lo spazio lo studiano. Ma questo non gli impedisce di dimostrare al pubblico come molte esperienze raccontate in Gravity siano al contrario realistiche, a tal punto che lui stesso si è trovato a viverle. Così, tra la curiosità di decine e decine di giovani studenti e appassionati, Luca Parmitano ha raccontato l’emozionante passeggiata spaziale fuori dall’astronave, quella che nel film viene compiuta dal personaggio interpretato da George Clooney: “Si chiamano tecnicamente Eva e sono le attività extraveicolari, cioè uscire dalla navicella e lavorare nello spazio come all’inizio del film. Le ho fatte spesso e ritengo che siano il vero senso dell’esplorazione spaziale. Non ho nulla contro i Rover ovviamente ma li trovo qualcosa di complementare all’esplorazione umana. Passeggiare nello spazio è senza alcun dubbio la più forte emozione che abbia mai provato nella mia vita. È qualcosa che a malapena si è capaci di trovare le parole per poterlo spiegare.”

Poi continua a trovare le somiglianze nelle azioni più veritiere realizzate da Sandra Bullock e George Clooney nel film, come quelle riguardanti i lavori di ordinaria amministrazione meccanica: “Come si vede in Gravity gran parte del lavoro nelle stazioni orbitanti è di tipo meccanico e molto ordinario. Tutti noi che stiamo nello spazio non siamo persone straordinarie ma anzi molto ordinarie che fanno cose molto ordinarie solo in condizioni straordinarie.”

Di contro però sono sicuramente più numerose le scene che mancano di aderenza con la realtà, dai dettagli banali a quelli che nel film giocano invece un ruolo determinante:
“Ho visto che Sandra Bullock ci mette circa 10 secondi a levare e mettere la tuta spaziale. Diciamo che non è proprio la stessa cosa – sorride ironico Luca – , io ci mettevo circa mezz’ora!”

O la foto che scatta George Clooney nello spazio: “Non sono Kowalski ma anche io ho scattato una foto.”.
È stato subito definito l’autoritratto fotografico che non sarà mai possibile battere, ma lui minimizza: “In realtà secondo me si può battere, basta che dietro al posto del pianeta blu ci sia quello rosso!”

Ma come si diceva i dettagli poco realistici del film giocano un ruolo anche principale nella trama stessa, proprio come i detriti spaziali:
“Esistono. Non sono grossi e pericolosi come quelli di Gravity, ma alle volte capita che arrivino. C’è l’aeronautica statunitense che li monitora, ne segue circa 10.000. Ad ogni modo è difficile incrociarli perchè è improbabile che orbitino alla stessa distanza e se proprio dovesse capitare basta cambiare di poco orbita e li si evita”.

Certo, la similitudine più forte con il film Gravity è stata vissuta in prima persona dallo stesso Luca Parmitano e riguarda la tragedia sfiorata dell’avaria che ha colpito il suo equipaggiamento mentre si trovava fuori dalla navicella: “Quella specie di zaino che indossiamo nello spazio contiene l’ossigeno e inoltre serve a separare l’anidride carbonica dall’acqua così da essere necessaria per mantenere la temperatura. Per un malfunzionamento l’acqua invece di andare nella tuta è finita nel casco e nello spazio anch’essa fluttua, dunque non riuscivo più a vedere nulla. Sono rientrato nella navicella praticamente al buio”.