“Lucy” di Luc Besson

100%

Cosa è dio, cosa non dio, cosa c’è nel mezzo: quale uomo dopo lunga ricerca può dire di avere individuato l’estremo confine? Si chiedeva Euripide nella sua Elena, un dubbio che pare aver sedotto Besson e che contamina il suo ultimo lavoro.

Lucy (Scarlett Johansson) è una studentessa che vive a Taiwan che finisce per un puro a caso per diventare un corriere della droga per conto di un boss della mafia coreana, Mr. Jang (Min-sik Choi). Dopo essere stata colpita violentemente all’addome, il sacchetto contenente la sostanza si rompe entrando nel suo circolo sanguigno. Questa nuova droga sperimentale aumenta le capacità celebrali e Lucy, intossicata da essa, passerrà progressivamente dall’usare il 15% del suo cervello al 100% ascendendo ad uno stato di divinità, coerentemente con le teorie neurologiche sostenute nel film dal Professor Norman (Morgan Freeman).

Per gli antropologi di tutto il mondo la parola Lucy indica il nome dato allo scheletro di un australopiteco, uno dei più antichi e meno progrediti antenati della specie umana. Per Besson, Lucy indica un’interessante prova registica in cui, come in un nastro di Möbius, simbolo dell’infinito e in cui non è possibile stabilire un punto di partenza se non in maniere arbitraria, il regista decide di confondere le carte del tempo tra estremo passato e presente, per riflettere sulla struttura dell’Universo e di cosa sia l’Essere Umano.

Pop fino al midollo, il film ingurgita senza mai scadere nella copia elementi eterogenei: il soggetto ricorda quello di Limitless (2011), pone ad interrogarsi sulla natura dell’Universo come The Tree of Life (2011), da cui prende in prestito il viaggio mentale nello spazio, è penetrato da correnti filosofiche come il kantismo (Lucy dichiara che gli uomini non comprendendo il mondo lo hanno ridimensionato per adattarlo a loro), mescola momenti comici o irreali a elementi tipicamente d’azione che non sono mai abbandonati a se stessi ma sono sempre pronti a rilanciare la riflessione filosofica che permea tutta la pellicola.

La tendenza alla pretenziosità è mitigata dalla componente estetica ma poco si può fare per salvare i dubbi che assalgono lo spettatore sulla veridicità del personaggio principale. Il regista francese è noto in tutto il mondo per la creazione di forti e valide eroine di film d’azione come ha saputo dimostrare in Il quinto elemento (1997) e Léon (1994), ma nella sua ultima pellicola sembra aver mancato il colpo.

Distaccata dal mondo come l’aliena di Under the Skin (2013), super intelligente come la voce artificiale di Her (2013), Scarlett Johansson, perfetta per interpretare la timorosa studentessa non riesce a convincere il pubblico, quando si tratta di diventare una fredda e nuova divinità. Tirando le somme, Lucy è un interessante film d’azione anomalo, in cui più che l’azione è importante la riflessione e la cui componente estetica, una CGI brillantemente realizzata, e il ritmo narrativo seducono lo spettatore dall’inizio alla fine.

Titolo originale: Lucy
Nazione: Francia
Anno: 2014
Genere: Azione, Fantascienza

Regia: Luc Besson
Sito ufficiale: lucymovie.com/
Sito italiano: www.lucy-ilfilm.it
Social network: facebook, twitter
Cast: Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Analeigh Tipton, Min-sik Choi, Amr Waked, Pilou Asbæk, Mason Lee, Claire Tran, Frédéric Chau, Jan Oliver Schroeder, Renaud Cestre, Yvonne Gradelet, Paul Chan
Produzione: EuropaCorp, TF1 Films Production
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 25 Settembre 2014 (cinema)