Concorso
Tre sorelle diverse affrontano la vita ognuna a modo proprio.
Rose, madre di Agnes, Teresa e Louise, sta morendo per un tumore alla laringe nella sua casa a Sydney, in Nuova Scozia. E’ l’ultima occasione per riunire la famiglia e rimettere in sesto quei preziosi legami di sangue che da troppo tempo rischiavano di spezzarsi definitivamente. Così Agnes, fuggita a Toronto dopo esser stata violentata dal padre, coglie l’occasione per tornare a casa ed affrontare i demoni del passato che non le permettono di andare avanti con la propria vita.
Wiebke von Carolsfeld, al suo primo lungometraggio, ha il merito di far emergere pian piano i rapporti che legano le tre sorelle senza sviscerarne esplicitamente le fondamenta e i meccanismi, ma lasciando trasparire le emozioni attraverso i silenzi e l’espressività dei volti femminili.
La religione domina, spesso latente e inconscia, la vita delle tre donne e della madre, pervade e condiziona la maggior parte delle azioni e sensazioni provate dalle protagoniste. Il senso di colpa infatti, la morale infranta e la sospensione di consapevolezza di chi è stato educato a seguire rigorosi precetti, abitualmente -ma segretamente- violati da buona parte di coloro i quali li insegnano, non lasciano spazio alla serenità, ma opprimono la vita e la speranza di tirare avanti in pace con sé stessi. Ed è proprio l’ipocrisia dell’integralismo cattolico che contribuisce a separare le tre sorelle nel momento di maggior bisogno dell’una per l’altra, quando crollano le illusioni di un’esistenza “normale” e Agnes resta incinta del padre. Da quel giorno ognuna di esse cerca una via d’uscita che possa riportare un po’ d’equilibrio nel loro piccolo mondo e che permetta loro di rimuovere il passato: una trova rifugio nell’alcol e nelle droghe, un’altra crede inconsciamente di espiare i propri peccati in un rapporto masochistico con un marito meschino e adultero, mentre la più piccola si chiude in casa cercando in televisione un’amniotica realtà alternativa.
Un dramma tutto al femminile che, attraverso gli occhi di donna della regista, mette in luce le risorse e le potenzialità di una famiglia distrutta da un uomo, ma che ha la forza di rinascere dalle proprie ceneri grazie al coraggio di tre giovani sorelle.
Non c’è spazio per l’ira e la violenza in Marion Bridge, non si cercano espedienti scenici per far lacrimare lo spettatore e non s’imbrogliano le sensazioni del pubblico; ne scaturisce un film delicato, semplice ma tenero nel descrivere la sorellanza come asilo, non esclusivamente parentale, nei momenti in cui la vita non gira come si vorrebbe. E pazienza se il finale risulta un po’ pletorico e melenso, assaporiamo il piacere di credere che per una volta tutto possa finir bene.
(Vincitore all’ 8° edizione del VeronaFilmFestival – Schermi d’amore 2004 del premio “Giuria Giovani”)
Regia: Wiebke von Carolsfeld
Interpreti: Molly Parker, Stacy Smith, Rebecca Jenkins
Nazione: Canada
Durata: 90′







