“MATERNITY BLUES” di Fabrizio Cattani

Madri senza più figli

Controcampo Italiano 2011
All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, quattro donne proseguono la terapia riabilitativa per superare il trauma che ha sconvolto le loro vite: l’infanticidio. L’angosciante ritratto del dramma interiore vissuto dalle protagoniste viene ripercorso a partire dalla paura e dalle incertezze che accompagnano senza tregua le giornate delle donne.

Quattro donne, quattro madri, quattro “assassine”. Vincenza, Rina, Eloisa e Clara sono rinchiuse in un ospedale psichiatrico giudiziario e si confrontano quotidianamente con la loro comune colpa, l’infanticidio. Vincenza è la veterana del gruppo e, dopo numerosi anni trascorsi in terapia, sembra affrontare con maggiore serenità la reclusione. Rina è un ragazza-madre di appena vent’anni e, ancora profondamente innamorata della vita, sogna di ritrovare l’amore dopo la tragedia. Eloisa persiste con arroganza nel provocare le compagne, nascondendo però, sotto un’apparenza forte e sfrontata, una debolezza molto profonda. Clara è l’ultima arrivata e riporta nello sguardo la sofferenza del ricordo dei suoi bambini, senza riuscire a concepire l’idea di ricominciare una nuova vita.
Il drammatico affresco del dolore e dell’afflizione delle protagoniste si concentra sul lacerante senso di colpa, rivangando con ostinazione le più recondite difficoltà che hanno condizionato le infanticide.

Prodotto da Fandando e presentato nella sezione Controcampo Italiano della 68. Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, Maternity blues è il secondo lungometraggio di Fabrizio Cattani ed è tratto dal testo teatrale From Medea di Grazia Verasani.

Il film tenta di raccontare l’inquietudine ed il tormento di un gruppo di donne condannate per l’uccisione dei propri figli, un argomento di sicuro non facile da trattare. Il regista si affida in modo forzato all’impatto emotivo suscitabile dal tema stesso – quale dramma è più sconvolgente di una madre che uccide con le proprie mani il figlio? – reputandolo sufficiente a creare un’atmosfera densa di afflizione e malessere. Le protagoniste vengono descritte in modo freddo e distaccato, privo di concreti spunti di caratterizzazione più intima, come se l’autore temesse di far esplodere il tormentato contenuto dei pensieri delle donne. In Maternity blues si assiste al maledetto naufragio emotivo di Clara e compagne senza poterne percepire fino in fondo l’infinita frustrazione.

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Maternity Blues
Titolo originale: Maternity Blues
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 93′
Regia: Fabrizio Cattani
Cast: Andrea Osvart, Monica Birladeanu, Chiara Martegiani, Marina Pennafina, Daniele Pecci, Pascal Zullino
Produzione: The Coproducers
Data di uscita: Venezia 2011

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Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Giornalisti del Veneto dal 2010. Vincitore del concorso di critica cinematografica "Premio Alberto Farassino" nel 2008 e selezionato fra gli autori pubblicati nel volume "53 esordi critici" (ed. Lampi di stampa, 2009), collabora con la rivista online NonSoloCinema dall'autunno del 2007. Appassionato di cinema classico, ha concentrato l'attività di collaborazione per la Sezione Cinema partecipando come inviato a numerosi festival cinematografici. Dal 2009 è Presidente dell'associazione culturale Cineforum Labirinto, aderente al CINIT - Cineforum Italiano, che organizza proiezioni, corsi e incontri cinematografici nella città di Treviso.