Realizzata con il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid ricca di 80 opere fra quadri, litografie, collages , essa mette in luce per la prima volta , il profondo legame dell’artista catalano col mondo rurale, contadino.
Si tratta di opere realizzate a partire dal 1918 fino agli ultimi anni della sua attività artistica; prestate da musei e collezioni private di vari continenti, notevoli per qualità e altamente significative dell’evolversi della sua espressione artistica, illustrano, con cadenza e successione cronologica, il particolare rapporto di Mirò con la sua terra, la nativa Catalogna, evidenziata, in questa esposizione di rilevanza scientifica e non solo estetica, come costante fonte ispiratrice delle sue creazioni. Terra, gente, tradizioni catalane non sono solo all’origine della sua parabola creativa, ma ne influenzano anche la tecnica, spingendolo all’uso di materiali fino ad allora inediti, quali pece, sabbia, caseina, ghiaia, materie grezze che tanto successo avranno in seguito presso l’arte informale che da Mirò prenderà anche il gusto per audaci assemblaggi mai prima osati.
La sua costante attenzione al mondo della natura evocato all’inizio attraverso la figurazione, è visibile fin dall’inizio del percorso espositivo ove si può ammirare “! La contadina” concessa per la prima volta dal Centro Pompidou di Parigi, opera miliare per illustrare la genesi di questo fecondo rapporto fra terra e artista. Già nella seconda sezione appare evidente il suo progressivo passaggio all’astrazione quale emerge dai fondi monocromi di questo periodo, animati da lievi segni appena accennati, quasi evanescenti. Con la sua militanza nel movimento surrealista, i suoi dipinti diventano poi, come visioni estremamente semplificate, essenziali, oniriche fiabesche, opere che hanno aperto una strada percorsa poi da intere generazioni di artisti. Tornato in Spagna nel 1940, Mirò trae nuova ispirazione dalla sua terra, sperimentando con successo la ceramica.
Aperto a sempre nuove sperimentazioni, dal suo incontro con l’arte informale americana, nasce una nuova pennellata, più liquida meno cesellata, quasi il colore fosse gettato con slancio sulla tela. Dà quindi una lettura inedita di temi che da sempre la sua terra gli ha suggerito e che lo hanno tormentato: la nascita, la morte, l’eterno divenire, le metamorfosi e il mistero del ciclo vitale e, soprattutto il mistero della donna, della sua fertilità pensata e rappresentata come potenza misteriosa dei principi vitali. Temi e interrogativi che se da un lato lo hanno accompagnato nel corso della sua esistenza non per questo gli hanno tolto il gusto solare per la gioia di vivere, l’esaltazione dell’amicizia del lieto conversare fra lo scorrere di vini generosi. La serie di litografie dedicate all’amico e mercante John Brossa testimoniano questi suoi sentimenti: le misteriose figure coloratissime, accese, sono omaggi visivi all’amico “qui a ri qui a bu”, che ha riso e che ha bevuto sciogliendo con l’artista nell’allegria l’angoscia per i grandi problemi metafisici che restano insondabili.
“MIRO’: LA TERRA”
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 17 febbraio al 25 maggio 2008
Mostra a cura di Tomàs Llorens, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalla domenica al giovedì dalle 9.00 alle 20.00, venerdì e sabato 9.00 alle 22.00. Aperto anche 23 e 24 marzo, 25 aprile e 1 maggio
Ingresso: intero € 10.00, ridotto € 8.00, scuole € 4.00
Catalogo edito da Ferrara Arte Editore, a cura di Tomàs Llorens, con testi di Tomàs Llorens e Marta Ruiz del Arbol
Per informazioni e prenotazioni:
Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949, fax 0532.203064,
e-mail: diamanti@comune.fe.it, WS: www.palazzodiamanti.it
Ufficio stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo, tel. 049.663499,
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