“MONSIEUR GOLDONI” di Pietro Favari

Una lezione su Goldoni ed il suo tempo

Il 24 luglio 2007 il Festival Internazionale del Teatro propone al Teatro Goldoni una serata tutta dedicata a ritrarre l’ultimo periodo di vita del grande uomo di teatro attraverso la sua autobiografia, le ‘Mémoires’, intervallando incontri con gli intellettuali del suo tempo ed improvvisazioni con le maschere della Commedia dell’Arte.

Arlecchino e Pantalone invadono il salotto della residenza parigina di Goldoni e distraggono “con il recitare all’improvviso” la poco volenterosa principessa Clotilde dai tentativi del Maestro di insegnarle a parlare correttamente l’italiano. Inizia un continuo passaggio tra fantasiose farse e ricostruzione di scene della vita del grande scrittore collegate tra loro dai capricci della principessa e le proteste di Goldoni, che lentamente e minuziosamente spiega i pregi della sua Riforma.

Il terzo elemento che funge allo stesso modo da passaggio tra una scena e l’altra sono i brevi intermezzi musicali composti da Paolo Conte per un sestetto in costume.
Uno spettacolo vario e ricco di informazioni abbastanza scontate: forse per evitare il pericolo di non essere capito da chi non conosce minimamente l’opera e la poetica di Goldoni, finisce per diventare un prodotto adatto proprio a quella fascia di pubblico.

Il regista, Franco Gervasio, ci offre una allestimento elegante e curato, una recitazione studiata per ritmi contrapposti, che si fonda sullo scontro tra Goldoni e le maschere, circondati da tutta una serie di figure appena accennate di Voltaire, Diderot, Rousseau e consorte. Un affresco dell’epoca pieno si spunti e aneddoti piuttosto conosciuti, animato dall’energica espressività della comicità della Commedia dell’Arte, che si spinge fino a stravolgere l’Otello di Shakespeare. Un’operazione, quest’ultima, che propone un sprazzo di novità e originalità, che tuttavia lascia un poco perplessi sul suo significato e funzione all’interno dello spettacolo. Se l’intenzione era quella di informare e far conoscere l’epoca goldoniana e le varie spinte culturali europee che la caratterizzavano, questa deviazione dal contenuto della messinscena forse intende sottolineare che essa si basa sul cercare di ricostruirla con l’utilizzo di fantasia ed immaginazione.

Uno spettacolo interessante, che diverte chi ama la comicità delle maschere e che prende le distanze dalla drammatizzazione della vita di Goldoni, lasciando anche la sua morte e l’ultimo periodo di povertà e stenti ad un racconto asciutto e privo di pathos.

24 luglio ore 19.30 – Teatro Goldoni
di Pietro Favari
regia Franco Gervasio
musiche originali Paolo Conte
eseguite dal vivo dal sestetto dell’Orchestra ‘Fiati Insieme’ (flauto Valentina Vicario, oboe Donatella Pedico, clarinetto Enea Tonetti, clarinetto basso Roberto Bocchio, fagotto Orazio Lodin, trombone Gianpiero Frignone, strumentazione a cura di Massimo Pitzianti)
con Ugo Gregoretti, Giorgio Bertan, Michele Bottini, Adriano Iurissevic. Aurélia Arnou, Alice Filippi
scene Lorenzo Ghiglia, Franco Gervasio
costumi di Laura Strambi
organizzazione, amministrazione tecnica INDIE
direttore dell’allestimento Antonio Paganini – direttore di produzione Romeo Grosso
aiuto regista Silvia Baldacci
collaborazione alle scene Valentina Vizio – collaborazione ai costumi Cinzia Sassone
sartoria Arrigo, Milano
produzione Creativity® International Arts Factory, La Biennale di Venezia
in collaborazione con Florence Mode, Nordiesel, GdA