“MORTE MALINCONICA DEL BAMBINO OSTRICA” DI TIM BURTON

Il principe infelice

C’era una volta un bambino ostrica, nato da una relazione allergica tra una donna e un brodo di pesce. Un brutto giorno venne mangiato vivo per risolvere un problema di impotenza.
Un’altra volta c’era una bambina con molti occhi che faceva fatica a portare le lenti e quando piangeva era una valle di lacrime.
C’era anche una bambina che sniffava la colla e quando aveva il raffreddore le si attaccava il fazzoletto al naso.
Le storie che [Tim Burton->+-Burton-Tim-+.html?id_secteur=2] racconta parlano tutte di bambini.
Bambini robot, bambini spazzatura, bambini alienati e incompresi, qualche volta anche soli e disperati. Atipici, cibernetici, post-industriali, coi super poteri e le super angosce, neri, sporchi e colorati, sempre fragili e mortali eppure infiniti, poetici e soavi.
E non è affatto strano che l’autore li dipinga così.

Non tanto perché Tim Burton ci ha abituato, attraverso i suoi film, a una visione gotica e malinconica della vita.
Semmai perché tutti i bambini del mondo sono degli esseri assolutamente speciali.
Guardano le cose con occhi pieni di meraviglia e riescono con semplicità a risolvere i problemi trovando una chiave di lettura alternativa.
L’approccio dei bambini all’Universo è copiato dallo scienziato di laboratorio, ricalcato dal filosofo esistenzialista, invidiato dall’artista in cerca d’ispirazione.
Il magnifico potere dei bambini non sta nell’inventare qualcosa, ma nel dare un taglio differente a ciò che ci circonda attraverso uno sguardo capovolto, una sorta di riadattamento a misura di bambino dell’ordine pre-costituito.
Ma la rottura degli schemi tradizionali da parte dei bambini non ha certamente la volontà nè la consapevolezza di essere trasgressiva rispetto ai luoghi comuni del pensare, poichè viene dettata da un impulso del tutto naturale e spontaneo.

I bambini descritti da Tim Burton hanno lo sguardo disincantato e sono atipici solo per gli adulti.
Sempre preoccupati di etichettare tutto per sentirsi più sicuri, gli adulti non possono che respingere e allontanare ciò che minacci la loro folle idea di Normalità e rimangono così, incastrati e paralizzati dentro le anguste e ristrette pareti del mondo che si sono cuciti addosso.

Tim Burton, Morte Malinconica del Bambino Ostrica, Traduzione di Nico Orengo, 1998, Giulio Einaudi editore, pp. 137, € 10,00.