Venerdì 6 Marzo 2009, in prima assoluta l’ultimo spettacolo di Antonino Varvarà, Mare Mio, al Teatro Aurora di Marghera, in collaborazione con il Comune di Venezia- Assessorato alla Produzione Culturale, nell’ambito del Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia Mediterraneo.
Ha un inizio davvero coinvolgente Mare Mio, l’ultimo spettacolo scritto e diretto da Antonino Varvarà. In scena quattro attori, due donne e due uomini, seduti di spalle, descrivono a turno invisibili immagini di estati passate, quelle di Andrea, il protagonista della storia, nel quale possono identificarsi tutti quelli che hanno attraversato il mare in cerca di fortuna e davanti al mare sono cresciuti: Andrea sulle spalle dell’amico in acqua, Andrea che non si lava per fare il lupo di mare, Andrea turbato da un corpo femminile…Gli attori indicano il cielo, come se il passato rimanesse incastonato nelle stelle e non ci abbandonasse mai.
Ad accompagnare le didascalie la splendida voce di Billie Holiday, carica di suggestioni: come ne Il padre di famiglia, andato in scena nella scorsa stagione teatrale dell’Aurora, anche in questo spettacolo la musica ha un ruolo evocativo e nostalgico.
Il mare ha tante facce in questo spettacolo: è il luogo che nella memoria dell’autore e regista Antonino Varvarà coincide con il luogo della spensieratezza, della giovinezza e degli affetti, ma anche con il mistero, la paura, le leggende antiche di mostri che ingoiano navi affondate; è il nemico per la madre di Andrea, che le rapisce il figlio per sempre e che potrebbe causarne la morte, se la nave naufragasse; è la tentazione di Ulisse, che lo spinge ad andare avanti dimenticando chi l’ama per inseguire “virtute e conoscenza” oltre le colonne d’Ercole, dove la morte lo punirà per avere osato tanto.
La scena è riempita in modo disordinato soltanto da sedie di legno di varie dimensioni, sedie che sosterranno l’attesa dolorosa e ostinata delle madri, come quella di Andrea, di fronte al mare, della nave che riporterà a casa l’amatissimo figlio, che “inspiegabilmente” ha abbandonato madre e terra per luoghi freddi e sconosciuti.
La storia assume toni sempre più drammatici e ritmo più lento, rispetto all’inizio incalzante che ricorda le atmosfere francesi alla “Jules et Jim”, in cui le immagini scaturiscono vivide e divertenti dalle parole ben scandite dagli attori. Le scene infatti non fluiscono una dietro l’altra, ma sono per lo più un susseguirsi di monologhi, che in alcuni momenti rischiano di interrompere l’attenzione dello spettatore.
Tuttavia la lentezza dell’azione ben rappresenta il nostro Sud, così come l’immobilità delle sedie e il loro sapore di “antico”.
Mare mio [prima assoluta]
testo e regia Antonino Varvarà
con Sara Bettella, Daniel De Rossi, Dino Polito, Antonella Tranquilli e con Francesca D’Este
scene e luci Giovanni Milanese – costumi Demis Marin
produzione Questa Nave – Teatro Aurora, La Biennale di Venezia, in collaborazione con Comune di Venezia – Assessorato alla Produzione Culturale
Durata 50 min.






