Moni Ovadia e Marco Revelli raccontano la meravigliosa vita di Jovica Jovic

Al Toniolo di Mestre un appassionato reading con protagonista la fisarmonica del bravissimo musicista rom

Il libro “La meravigliosa vita di Jovica Jovic” (Feltrinelli), di Marco Ravelli e Moni Ovadia diventa un reading teatrale. Jovica Jovic è un musicista serbo di origine rom. Nello sguardo la fierezza e la malinconia di un popolo che viene da lontano, che ha percorso millenni. Sul palco abbraccia la fisarmonica mentre Ovadia e Ravelli raccontano frammenti della sua avventurosa vita e interpretano assieme a lui alcuni suoi brani. Ma è proprio la fisarmonica Dallapé, che jovic ha acquistato nel 1971 appena arrivato in Italia, la vera protagonista dello spettacolo. Una scatola magica dalla quale il musicista estrae suggestioni. Poche note bastano a trascinare il pubblico su strade balcaniche, gioiose e sgangherate, tra sposalizi, notti alcoliche e danze sensuali. Gioia e sofferenza si alternano in un viaggio che ci guida anche attraverso le guerre della ex Jugoslavia, gli orrori di Auschwitz, dove i genitori e lo zio del musicista sono stati deportati. Furono circa cinquecentomila gli zingari morti nei campi di sterminio nazisti. Un viaggio nella diffidenza e nel disprezzo per un popolo che sfugge alla nostra comprensione, che si muove e cambia forma, disorientandoci. Nel 2007 Jovic, musicista di fama internazionale, che vive stabilmente in Italia dal 1997, è stato perseguitato per un visto scaduto. Rinchiuso in un centro di permanenza temporanea è uscito per motivi di salute. Suo bisnonno è morto a centosei anni, con il violino in mano. Lunga e meravigliosa vita a Jovica Jovic e alla sua musica.