Muccino difende “Quello che so sull’amore”

Il regista a Roma per promuovere il suo ultimo film

ROMA – Gabriele Muccino ha incontrato la stampa al Visconti Palace per presentare il suo ultimo film – il terzo girato negli USA – Quello che so sull’amore.
Di carne sul fuoco ce n’era parecchia: una pellicola che non ha avuto recensioni positive in America, la necessità di spiegare alcune sue presunte dichiarazioni poco lusinghiere su Hollywood e infine, una sala stampa apparentemente poco conquistata dalla proiezione appena vista. Con questa patata bollente in mano, Muccino ha scelto di dire le cose in maniera diretta e senza fronzoli, riuscendo – onore al merito – a difendere il suo lavoro senza bluffare troppo.

Ascoltare Muccino significa restare basiti: lo vedi spiegare il funzionamento del sistema produttivo e distributivo americano e raccontare di come è diventato amico di Dennis Quaid; lo si sente elogiarsi e fare autocritica con la stessa disinvoltura; lo si ascolta mentre descrive la sua visione dell’America senza nascondere il fascino che ne subisce e le cose che non ama, come un amico che di ritorno da un viaggio racconta le sue impressioni senza filtri. Il tutto inerpicandosi in contorte spiegazioni, perdendo spesso il filo del discorso e aprendo e chiudendo continue parentesi.

I primi cinque minuti può sembrare spocchioso, i successivi cinque ci si chiede quanto reciti un copione ad hoc, dopo un quarto d’ora lo si finisce per ascoltare incuriositi, pensando che forse il Muccino che si ha davanti sia davvero autentico, sinceramente appassionato del suo lavoro e desideroso di spiegarsi. Cerca di raccontare quello che aveva in mente quando ha iniziato a lavorare al film, difendendolo ma al tempo stesso ammettendo tra le righe che il risultato non è esattamente quello che avrebbe voluto; non si risparmia nell’illustrare dettagli e aneddoti, ma se decide di non rispondere a qualche domanda, lo fa con pacata determinazione.

Si parla molto di presente, ma anche di futuro, ribadendo l’intenzione di lavorare a nuovi progetti, sia in America – che continua a rimanere per lui una sfida aperta – sia in Italia, dove sa di avere un suo pubblico che finora lo ha sempre sostenuto.
Alla fine della conferenza, non si sa come andrà il film alla prova del botteghino italiano, ma si esce con la certezza che Muccino ne uscirà più o meno in piedi.