“NIENTE MOSCHE SU FRANK” di John Lennon

Giochi di parole

“Niente mosche su Frank” raccoglie in un unico volume “In His Own Write” e “A Spaniare in the Works”, racconti e disegni di John Lennon prodotti tra il 1964 e il 1965, un periodo di favolosa ascesa per il gruppo dei Beetles.

La prima impressione che si ha, leggendo “Niente mosche su Frank” è un profondo senso di smarrimento: ci si sente proprio spiazzati, quasi travolti dall’enorme confusione suscitata dalle parole stampate sulle pagine. Parole sparpagliate, disposte alla rinfusa. Caos, anarchia, libertà di espressione allo stato brado.
La parola “confusione” però ha un significato ben preciso e rimanda alla fusione di qualcosa con qualcos’altro, magari assemblati in qualche modo inappropriato, o forse solo inaspettato, diverso comunque dall’ordine ordinario, dal modo abituale con cui ordiniamo i pensieri in concetti per formare le frasi di senso compiuto.

Forse John Lennon, scrivendo i suoi racconti, ha fatto proprio questo: ha smontato le frasi e ha sovvertito le regole della grammatica. Dando un nuovo ordine alle parole ha creato così nuovi significati. Secondo questa prospettiva “Niente mosche su Frank” sembra essere il frutto di una provocazione linguistica.
Ma c’è anche questo fatto da considerare: John Lennon ha scritto e cantato canzoni. Chi scrive musica conosce l’enorme influsso esercitato dal suono della parola sull’atto creativo della composizione. Da parole col suono simile e significati differenti possono nascere innumerevoli giochi linguistici: doppi sensi che implicano rimandi ed evocazioni ad altri significati, contesti e stati. John Lennon scrivendo si è divertito a giocare con le parole, guidato dalle assonanze e dalle alliterazioni, dalle rime, dalla melodia delle parole.
Seguendo questi punti di vista la confusione e il senso di smarrimento, suscitati dalla lettura del libro, sembrano acquisire un qualche ordine di senso: l’essere umano ha un connaturato e disperato bisogno di dare sempre un senso alle cose per esercitare il controllo su di esse, altrimenti si sente perso e ha paura di venire travolto e schiacciato dall’inaspettato. Forse John Lennon, con la sua opera letteraria, ha voluto sottolineare proprio questa debolezza umana: possibile che gli esseri umani non siano capaci di lasciarsi travolgere dal fascino sublime dell’insensato, senza porsi troppe domande?
Magari “Niente mosche su Frank”, è solo il segno, tradotto su carta, delle fantasie di un cervello famoso, a volte alterato dagli stupefacenti. O magari la chiave di lettura di quest’opera così enigmatica è data dal senso dell’umorismo.

Caso letterario o meno, ammesso che vi sia un significato recondito da ricercare tra le pagine, è indubbio che il libro di John Lennon sia davvero molto divertente. Seppur difficile da decifrare l’autore attraverso la scrittura ha trasmesso comunque qualcosa di se stesso. A tratti si è reso anche riconoscibile, se non altro attraverso i suoi disegni. Uno di questi in particolare rappresenta un esile figurino con capelli scuri e occhialini tondi sul naso che si erge libero in volo….

John Lennon, Niente mosche su Frank, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A, Milano, 2005, pag. 176, € 7, 23