Navi, squeri, traghetti da Jacopo de’ Barbari

La Fondazione Querini Stampalia presenta una mostra dedicata alla città lagunare

Cent’anni fa – 1903 – un gruppo di amici veneziani, ispirati dal buon vino friulano, alzavano i bicchieri nell’attimo della nascita della loro associazione, creata per stare insieme in allegria non dimenticando di “fare del bene”. Questa conventicola di cui non ci è stato tramandato il nome, sarebbe felice, oggi, di rinnovare il brindisi per celebrare la mostra “Navi, squeri, traghetti da Jacopo de’ Barbari ” inaugurata il 23 marzo alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.

Lo scopo della rassegna è quello di fare conoscere al pubblico un’opera bibliografica di squisita fattura riproponendo, in maniera più rilevante e con maggiore evidenza, la famosa mappa dalla vaga forma di pesce, ben nota agli studiosi come documento storico insostituibile. La pianta prospettica di Venezia consiste in una xilografia in sei tavole eseguita da Jacopo de’ Barbari tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Dei sei esemplari ancora esistenti, uno è custodito presso la Fondazione veneziana. Per celebrare e completare la visione di questo documento storiografico si sono affiancati alla mappa documenti originali redatti fra il XVI e il XIX secolo, tratti dalla miscellanea “Arsenale di Venezia e Marina” opera reduce anche essa da un minuzioso restauro.
Si tratta di una raccolta di centoquarantadue acquerelli, disegni preparatori a penna, acqueforti e bulini di genere marinaro.
Fa riflettere il fatto che la famiglia di Andrea Querini Stampalia, Ispettore generale dell’ Arsenale, abbia contribuito alla salvaguardia di questa prestigiosa struttura tramandandone poi ai posteri la documentazione grafica, anziché spartirsi nomine e prebende sottraendole magari a soggetti più meritevoli e competenti, come spesso purtroppo accade ai giorni nostri.
Sul frontespizio del documento appare un Mercurio alato e pensoso, lontano dalla iconografia tradizionale che lo vuole giovinetto agile dai piedi alati, egli siede fra le nuvole con in mano i simboli della grande Repubblica marinara, intento a riflettere sul destino di decadenza della amata città lagunare.

Gli specialisti del ramo, architetti e geometri, apprezzeranno la precisione, a vol d’oiseau della mappa, i profani in compenso, persi fra colorati disegni, cercheranno di decifrare le gotiche forme di questi incunaboli, riportati con certosina pazienza dalle mani di anonimi amanuensi guidati dalla passione e dal fervore del loro confratello destinato, grazie anche a loro, a vedere tramandato il suo nome e il suo ricordo ai posteri. “Bolle l’inverno la tenace pece / a rimpalmar i legni lor non sani…” canta Dante nel canto XXI dell’Inferno e ovunque il poema dantesco risuonerà, l’Arsenale tornerà a rivivere e a perpetuarsi.

“Navi, squeri, traghetti da Jacopo de’ Barbari”
23 marzo / 12 maggio 2013
Fondazione Querini Stampalia, Venezia
Orario:
da martedì a domenica 10 / 18 – lunedì chiuso