Venezia: “Night Moves” di Kelly Reichardt

La Reichdart sottotono

Venezia 70. Concorso
Kelly Reichardt torna a raccontare i paesaggi americani fatti di boschi, dove vivono comunità strettamente legate alla loro terra. Ma a differenza dei suoi precedenti lavori, questa volta, con Night Moves, la Reichdart non è riuscita a dare quell’ampio respiro, sobrio e inesorabile, di cui si è dimostrata più che capace in precendenza.

L’attenzione della regista si rivolge verso tre ambientalisti estremi che commettono un’azione sovversiva contro il potere industriale per difendere la loro terra, fonte e alimentazione della loro vita. In Oregon, tra laghi, fiumi e innumerevoli dighe, i tre giovani eco terroristi si organizzano per farne saltare una.
Harmon (Peter Sarsgaard), ex marine, Dena (Dakota Fanning), fanciulla militnate, Josh (Jesse Eisenberg), combattente solitario, si uniscono per perseguire il loro scopo.
La diga esplode, ma i tre si trovano a dover fare i conti con le proprie azioni.

Night Moves vuole essere un film sulle conseguenze dell’estremismo politico; quindi la ricerca della regista sarebbe quella di un’indagine sia sull’ideologia, che porta a compiere azioni illegali, sia sulla legittimità delle convinzioni. C’è un limite invalicabile? C’è una possibilità di fuga, per venire fuori, non dalla legge, ma dalle proprie coscienze?

Il cinema della Reichdart si compone di un’essenzialità fatta di natura e di solitudine; la sua macchina da presa quasi si aliena dalla società; il suo cinema va a riscoprire le radici umane, la loro dimensione psicologica.
Ma il suo puntare lo sguardo, esplorando il viaggio, in questo caso ideologico, dei suoi protagonisti, manca del giusto ritmo (e della giusta colonna sonora). Il suo cinema senza compromessi, naturale, legato alla terra, come i protagonisti di questo film, non riesce a creare quella partecipazione necessaria per compatire o giustificare o contrastare le azioni di tutti i personaggi. Il suo stesso ammirabile metodo qui non basta o forse stona. O forse non riesce ad adeguarsi alla contemporaneità scottante della storia.

A non far spiccare il volo a Night Moves è indirettamente responsabile Dakota Fanning, qui inspiegabilmente sottotono, come la regista; mentre Eisenberg riesce a mantenere un’interpretazione convincente per tutta la durata del film.

Night Moves non riesce a persuadere, a far prendere una posizione ad andare oltre. Qualche mese fa è uscito, nelle sale, The East, film su una cellula di eco terroristi, dotato di una scrittura diretta ed efficace, soprattutto per l’argomento trattato.
All’opera della Reichdart manca quel connubio tra riflessione ed empatia, che è necessario applicare o creare intorno ad un tema urgente come quello della distruzione ambientale, per malefatte commerciali, dove la legge non riesce ad arrivare sempre.

Titolo originale: Night Moves
Nazione: U.S.A.
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 112′
Regia: Kelly Reichardt
Cast: Dakota Fanning, Alia Shawkat, Jesse Eisenberg, Peter Sarsgaard, James Le Gros, Lew Temple, Katherine Waterston, Clara Mamet, Logan Miller
Produzione: Maybach Film Productions, Film Science, Tipping Point Productions
Data di uscita: Venezia 2013