“Notre étrangère (The Place in Between)” di Sarah Bouyain

Stranieri a casa priopria

Giornate degli Autori
Di film sull’immigrazione, e sul conflitto personale e collettivo che ne deriva ne sono stati prodotti molti. Le trame in questo caso spesso si accavallano e finiscono per delineare i soliti intrecci. Accettazione, integrazione e coesione sociale come obiettivi raggiunti con difficoltà. E’ forse per questo che nel vedere “Notre etrangere” di Sarah Bouyain, quello che colpisce è l’originalità con cui questo tema è affrontato.

Il lungometraggio raccoglie due storie. La prima dal sapore autobiografico – la regista ha origini del Burkina Faso – è quella di Amy, cresciuta a Parigi da una famiglia adottiva e strappata alla sua terra all’età di otto anni. La memoria dell’Africa avvolgono di nostalgia le sue giornate costringendola a tornare a Bulu alla ricerca di sua madre. Raggiunta in Africa però si renderà conto della distanza vera, non fatta di chilometri, tra il mondo in cui è cresciuta e quello in cui è nata. E’ disorientata. Non parla la lingua locale, ma solo il “francese dei bianchi”, è un’estranea nella sua patria e dalla sua infanzia: da sé stessa. Ciò diventa ancora più visibile quando la zia che incontra nella sua vecchia casa di famiglia, non riesce a farle affiorare con i racconti la memoria dei suoi primi anni.

L’altra storia è quella di Marion, scappata dallo stesso paese in cerca della figlia, verso una Francia dove vive facendo la donna delle pulizie in una banca e insegnando la lingua Dioula, ma in cui non si è mai propriamente integrata. Troppo forte forse l’identità del proprio paese – la donna veste occidentale a lavoro ma subito rindossa gli abiti batik africani nella vita normale – , o forse il dolore e il rifiuto di quella Francia che ha segnato la partenza della figlia data in adozione.

Le due donne nel film non si incontreranno mai, resteranno tra loro estranee. Di fatto quello che colpisce è la giustapposizione di queste due forti identità, un’ occidentale in un Africa tanto sognata ma mai realizzata, e l’altra Africana in un Occidente in cui vive in disparte.

Il titolo inglese recita “The space in between”, marcando l’importanza per il film della distanza. Di fattio, il film è girato a Parigi ma la città non è mai riconoscibile ne menzionata. Solo del Burkina Faso si conoscono luoghi, nomi e paesaggi.
Questo forse per dare un tono di universalità al tema della terra originaria, che accomuna molti bambini immigrati per vie adottive. Luoghi che, tuttavia, restano distanze incolmabili; anche quando non fisiche – le due donne vivono inconsapevolmente nella stessa città – rappresentano comunque frontiere mentali a volte invalicabili.

Titolo originale: Notre étrangère
Nazione: Burkina Faso, Francia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 82′
Regia: Sarah Bouyain
Cast: Dorylia Calmel, Assita Ouedraogo, Nathalie Richard
Produzione: Athénaïse, Abissia Productions
Data di uscita: Venezia 2010