“OFFICINA DÜRER”

La grande grafica in mostra a Venezia

Sicuramente pendent alla mostra delle Scuderie del Quirinale, più articolata per la presenza di numerosi dipinti, la mostra di Venezia, tuttora in corso nel chiostro di Sant’Apollonia, concentra l’attenzione sulla produzione incisoria, a rilievo e calcografica, di Albrecht Dürer.

L’esposizione curata da Sebastiano Guerrera e Gianmatteo Caputo, autori dei testi in catalogo edito da Skira, con il supporto organizzativo di Arthemisia, assume anche dal punto di vista puramente didattico, una notevole importanza per conoscere alcuni cicli dell’attività di Dürer, nei passaggi dalle xilografie della Vita della Vergine, della Grande e Piccola Passione, ai bulini che non escludono la Melencolia I, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo o il Sant’Eustachio sulle cui interpretazioni ricche di riferimenti simbolici, si era soffermato in vari suoi contributi Erwin Panofsky assieme ad altri studiosi dell’Istituto Warburg tra cui Saxl e Klibansky.

Dürer era consapevole che “la mente degli artisti è piena di immagini…” e proprio grazie alla ricchezza della sua fertile fantasia e conoscenza rielaborava nel disegno e nelle varie tecniche incisorie sperimentate, delle rappresentazioni che si possono, a pieno titolo, collocare nel grande repertorio rinascimentale dove tuttavia l’autore dimostra di tenere in considerazione tematiche iconografiche dei periodi precedenti e anticipa, tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, aspetti manieristici che preludono alla grande kermesse romantica così congenita all’indole nordica sin dal periodo medievale.

Un altro aspetto interessante che l’attuale rassegna del Museo d’arte diocesana consente di riconsiderare è quello relativo alla presenza dell’artista tedesco in laguna, permanenza avvenuta una prima volta nel 1494 in cui ha l’occasione di conoscere le opere di Mantegna, dei Vivarini, dei Bellini, quindi nel 1505/06 allorché rincontra il grande vecchio Giovanni Bellini e ha modo di realizzare una pala d’altare per la chiesa di San Bartolomeo, con ogni probabilità patrocinata dai Fugger di Augusta, a pochi passi dal Fondaco dei Tedeschi dove nello stesso frangente stanno lavorando agli affreschi dell’esterno dell’edificio, Giorgione e il giovane Tiziano.

Dürer acquisirà un senso della luce e della composizione che successivamente lo porteranno a elaborare le sue suggestive teorie sulla scia di quelle pierfrancescane e delle sperimentazioni leonardesche; d’altro canto riuscirà a impressionare l’ambiente artistico italiano per l’invidiabile e quasi virtuosistica precisione segnica, ravvisabile nei suoi disegni e ovviamente nelle stampe, e per il carattere già espressionistico e straordinariamente autentico dei suoi ritratti.

L’esposizione veneziana si conclude con Il Grande Carro Trionfale di Massimiliano I, una xilografia composta da otto fogli e realizzata a celebrazione delle virtù imperiali da interpretare interamente in chiave allegorica la quale si riassume nell’iscrizione riportata accanto alla raffigurazione del sole sopra il baldacchino trainato dai dodici cavalli che recita “quod in celis sol, hoc in terra Caesar est”, ciò che il sole può in cielo, può l’imperatore in terra.

“OFFICINA DÜRER”
Dal 16 dicembre 2006 al 30 giugno 2007
Museo Diocesano di Arte Sacra
Castello 4312 Chiostro di Sant’Apollonia, Venezia
www.museodiocesanovenezia.it
e-mail: museodiocesano@patriarcato.venezia.it
Tel.: 041 5229166
Uff. Stampa: Cinzia Manfredini, e-mail: cm@arthemisia.it
ORARIO: 10.00-18.00 (ultima entrata 17.30), tutti i giorni
BIGLIETTO D’INGRESSO: intero: 8 € 6 € (ridotto)
RIDUZIONI: per: 3 € scuole