Messo in scena da Massimo Mesciulam, Officina mia si avvale dell’interpretazione di cinque attori cresciuti alla scuola dello Stabile genovese: Matteo Alfonso, Pier Luigi Pasino, Andreapietro Anselmi, Davide Mancini e lo stesso autore Marco Taddei.
In Officina mia, i grandi temi sociali del disagio giovani e della precarietà del lavoro, s’intrecciano sullo sfondo di un “pulp” in cui la violenza si mescola con la solitudine. È in questo scenario degradato che l’alcool e la criminalità diventano insieme via di fuga e di riscatto dalla prigionia quotidiana. L’azione si svolge in un’officina ai margini desolati di una metropoli, dove tre giovani meccanici e il loro datore di lavoro stanno celebrando la definitiva chiusura del luogo in cui sino allora si era pur precariamente realizzata la loro esistenza, quando da un mondo lontano capita per caso tra di loro uno strano cliente.
La sua macchina si è guastata, ma il nuovo arrivato ha fretta di consegnare una misteriosa valigetta che porta sempre con sé. Tra iperrealismo e esasperazione al limite della follia, il clima si fa ben presto incandescente. Sino al punto di lasciar trasparire il fantasma di una possibile lotta di classe, sotto la trama subito dichiarata dello scontro generazionale. Un testo insieme duro e divertente, scritto con uno sguardo a Quentin Tarantino e uno al mondo giovanile cui appartiene Marco Taddei, attore diplomato alla Scuola di Recitazione dello Stabile di Genova e già autore di Luz, testo messo in scena dalla compagnia Nim.
Officina mia viene rappresentato a ingresso libero, sino a esaurimento dei posti.
La Rassegna Sguardi contemporanei proseguirà poi – sempre a ingresso libero – con Il ragazzo dell’ultimo banco dello spagnolo Juan Mayorga (dal 2 al 6 giugno) e con Controtempo del francese Christian Simeon (dal 9 al 13 giugno).






