“OGNI COSA E’ ILLUMINATA” di Liev Schreiber

Quando ricordare ti illumina la vita!

Quello che inizia come un viaggio per ricomporre la storia di una famiglia ebraica si trasforma in un’esperienza sorprendente e ricca di rivelazioni sull’importanza della memoria, la natura pericolosa dei segreti ma soprattutto sul significato dell’amore.

“Casomai” aveste voglia di un film commovente, poetico, divertente e necessario in tempi malati di superficialità e pressappochismo! “Casomai” voleste rendervi conto di come sia possibile esordire dietro la macchina da presa (Liev The Manchurian Candidate Schreiber è uno dei migliori attori della sua generazione) confezionando un’opera dignitosa ed “alta”per padronanza tecnica e profondità di contenuti che fa le scarpe a ben più navigati e prolifici film di cosiddetti autori cinematografici!

“Casomai” aveste l’urgenza di ricordare e di riappropriarvi di un passato che, alla radice di ogni essere umano, “illumina ogni cosa” facendola risplendere di un rinnovato calore! “Casomai” foste dei grandi estimatori del romanzo d’esordio di Jonathan Safran Foer “Ogni cosa è illuminata” che ci ha rapito, indignato e fatto stringere il cuore con il racconto di un viaggio di un giovane ebreo americano alla ricerca della donna che ha salvato suo nonno durante la seconda guerra mondiale in una piccola città ucraina cancellata dalle carte geografiche dall’invasione nazista.

“Casomai” voleste stupirvi sugli strambi, insoliti ed unici “scherzi”del destino, capace di far incrociare le vite degli uomini modificando prospettive e soluzioni di esistenze sempre in grado di rinnovarsi.

“Casomai” desideriate abbandonarvi e lasciarvi trasportare dalla solidità e forza di un racconto narrativo e cinematografico capace – grazie ad un uso sapiente delle parole ed alla costruzione di immagini poeticamente e realisticamente forti – di riconciliarci con la magia di un Cinema che si fa potente Diario di vita.

“Casomai” abbiate scordato cosa voglia dire vedere sul grande schermo attori capaci di “illuminare” la scena con un semplice guizzo dello sguardo (gli occhi azzurri – finestre sul mondo – di Elijah Frodo Wood), con una camminata e scatti nervosi del corpo (l’esordiente musicista ucraino Eugene Hutz, un John Turturro prima maniera!) e con le rughe espressive ed una fissità di prorompente emozionalità (l’anziano attore russo Boris Leskin).

“Casomai” aveste voglia di scoprire come il cinema americano, dietro i faraonici budget e blockbuster rintrucillenti, sia capace di coltivare un talento come Schreiber che ci auguriamo sia premiato da quell’attenzione di pubblico, critica ed addetti ai lavori che gli permetta di ritornare presto dietro la macchina da presa. Se questi sono i vostri – nostri – desideri allora il film di Liev Schreiber “Ogni cosa è illuminta” fa al caso nostro! Rendendo imperdibile l’esperienza di un’opera che nel farsi poesia/cronaca di eventi storici filtrati dalle quotidiane esperienze di vita di gente comune ci avvince e ci stordisce con la potenza di un racconto sull’importanza della memoria e della storia passata che ci galleggia a fianco così illuminando un presente ed un futuro più dignitosi ed umani.

Titolo originale: Everything is illuminated
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 102′
Regia: Liev Schreiber
Sito ufficiale: wip.warnerbros.com/…

Cast: Elijah Wood, Eugene Hutz, Boris Leskin
Produzione: Peter Saraf, Marc Turtletaub
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: Venezia 2005
11 Novembre 2005