“Onirica” di Lech Majewski

Oltre in cinema

Bif&st 2014
L’inferno esistenziale di un uomo nell’inferno storico della Polonia contemporanea. Tra sogno e realtà, una voce emerge a dare una direzione verso il paradiso: la poesia della Divina Commedia. Lech Majewski ci porta oltre il cinema, oltre la storia e l’illusione, nella sua arte.

Adam è un uomo sopravvissuto a un tremendo incidente nel quale hanno perso la vita la sua compagna e il suo amico più caro. A seguito di questo evento decide di abbandonare la promettente carriera universitaria e lavorare come cassiere di un ipermercato. In questo modo egli riesce a trovare rifugio nei propri sogni ai quali si abbandona sempre più spesso a causa di una narcolessia traumatica. Nei periodi di veglia tuttavia Adam prosegue la sua passione per la Divina Commedia sulla quale lavora ossessivamente mentre sullo sfondo la Polonia vive l’inferno reale delle catastrofi che la colpirono nel 2010.

Lech Majevski non è un regista cinematografico qualunque. È innanzi tutto un artista. E non perchè il suo nome sia celebre più per il suo legame con pittori quali Bruegel e Bosch che con il cinema di massa. Majewski è un maestro del video, un artista in grado di pennellare immagini senza movimento effettivo e trasmetterle dentro l’occhio dello spettatore in modo che sia la sua coscienza a farle danzare.
_ La sceneggiatura passa in secondo piano nelle sue opere, così come ogni altro aspetto tecnico, che si tratti della fotografia, del montaggio o della regia stessa, tutto si manifesta come un evento naturale, privo di qualunque artificio, prodotto inconfondibile di un genio. Ed è così che in Onirica l’esperienza visionaria di un uomo distrutto dall’esistenza scivola reale come la quotidianità stessa: sogno e realtà vivono sullo stesso piano, un piano estetico fatto di immagini uniche come quadri che si uniscono in un movimento lineare e toccante dentro la retina dello spettatore anche attraverso un particolare contrappunto sonoro.

Il lavoro di Majewski, nel suo intento di forgiare una realtà onirica dove i due ambiti diventino indistinguibili, ricorda gli sforzi realizzati da un altro grandissimo maestro: Federico Fellini.
_ Ma rispetto al cineasta italiano, Majewski si lancia in un’audace lavoro allegorico attraverso il quale cerca di legare sogno e realtà: ricama sulle proprie immagini le parole della Divina Commedia tessendo una trama delicatissima dove Dante Alighieri diviene il medium essenziale per dare vigore alla realtà onirica della propria opera. Majewski lega in questo modo la storia personale di un uomo disperato che trova nel sogno l’unica salvezza e la realtà storica della Polonia contemporanea nel suo periodo più drammatico, dalla serie di tragiche inondazioni che colpiscono le sue zone rurali, alla perdita dell’intera classe politica dirigente in un disastro aereo, fino all’isolamento totale dovuto ai gas emessi dal vulcano islandese eruttato in quello stesso periodo.

Majewski disegna un inferno, privato e al tempo stesso comune, nazionale, attraverso il quale il suo protagonista si muove come un’ombra stanca e sognante accompagnato dalla voce profonda e drammatica di Massimiliano Cutrera che legge i versi dell’Inferno dantesco come contrappunto sonoro alle immagini della tragedia visiva. Sono forse proprio le sue parole a sostituire la mancanza di una guida che sospinga il protagonista attraverso questo inferno come Virgilio sospingeva Dante: abbandonato a se stesso, non c’è alcun tipo di ragione che lo possa accompagnare nel suo viaggio verso il paradiso, la filosofia esistenziale che le propina la zia (l’unico individuo rimastogli dopo la tragedia) non basta più, e soltanto la poesia può scortarlo. Come una guida che segue le sue stesse emozioni senza cercare di spiegarle, essa asseconda la sua esistenza onirica mantenendola in un legame inscindibile con la storia concreta che viene da essa macchiata senza rimedio, fino a condurlo alla salvezza, a quel paradiso nel quale si abbandona completamente alla propria Beatrice che è il sogno stesso liberato da qualsiasi realtà.

Con Onirica Lech Majewski permette alla sua attività artistica un salto grandioso: alle immagini da lui dipinte come quadri egli dona loro una voce ed essa non può essere altro che poesia.

Titolo originale: Onirica – Field of Dogs
Nazione: Polonia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 102′
Regia: Lech Majewski
Cast: Michal Tatarek, Elzbieta Okupska, Jacenty Jedrusik, Karolina Korta, Jan Wartak, Szymon Budzyk, Anna Mielczarek
Produzione: Angelus Silesius
Distribuzione: CG
Data di uscita: 17 Aprile 2013 (cinema)