Kodak Theatre, Holliwood, Los Angeles, California. Si chiude la 78esima serata degli Oscar. Una serata non priva di sorprese e di grande equilibrio; nessun film ha infatti indossato i panni di “show stealer”, di arraffa tutto della serata. Si portano infatti a casa tre statuette ciascuno, il massimo di quest’anno, ben quattro pellicole: “I segreti di Brokeback mountain”, “King Kong”, “Memorie di una geisha” e la sorpresa “Crash – Contatto fisico”.
Giova inoltre ricordare la splendida conduzione della serata, aperta da un esilarante sketch che ha visto la partecipazione di ex conduttori della serata degli Oscar come Billy Crystal, Steve Martin, Chris Rock, Whoopy Goldberg più David Letterman, da parte del comico televisivo Jon Stewart, che ha accompagnato la cerimonia in modo brillante, nuovo, graffiante e mai supino.
Ma entriamo nel dettaglio.
Si diceva quindi di una serata di premiazioni piuttosto equilibrata, non priva di sorprese ma anche non priva di importanti conferme; la maggior parte dei pronostici della vigilia sono stati rispettati, specialmente per quanto riguarda i quattro premi per la recitazione. George Clooney si porta infatti a casa la statuetta come Miglior attore non protagonista per la sua interpretazione in Syriana; a sua volta, una splendida Rachel Weisz, incinta di sette mesi, vince il premio come Miglior attrice non protagonista per The constant gardener; la grande prova di mimetismo ed immedesimazione totale in Truman Capote: a sangue freddo vale a Philip Seymour Hoffman il premio come Miglior attore protagonista; Miglior attrice protagonista è risultata invece essere Reese Witherspoon per il suo ruolo in Walk the line – quando l’amore brucia l’anima.
Fin qui tutto come previsto, visto anche che il taiwanese Ang Lee ha portato a casa la statuetta come Miglior regista per il pluricandidato I segreti di Brokeback mountain.
La grandissima sorpresa in realtà si è avuta proprio per la statuetta più ambita di tutto il lotto: a vincere l’Oscar come Miglior film dell’anno è stato il sorprendente ed impreventivato Crash – Contatto fisico di Paul Haggis, già sceneggiatore del pluripremiato Million dollar baby.
Serata amara invece per la spedizione italiana: La bestia nel cuore di Cristina Comencini viene infatti superato dal sudafricano Il suo nome è Tsotsi nella corsa all’award come Miglior film straniero. Purtroppo nemmeno gli altri due connazionali in gara, Dario Marianelli per la Miglior colonna sonora originale per Orgoglio e pregiudizio e Gabriella Pescucci per i Migliori costumi per La fabbrica di cioccolata, sono riusciti a riportare in patria una statuetta, superati rispettivamente dalle musiche originali di I segreti di Brokeback mountain e dai costumi di Memorie di una geisha.
Passiamo ora in rassegna tutti i premi consegnati stanotte, partendo dai principali.
Crash – Contatto fisico trionfa anche nella categoria Miglior sceneggiatura originale e Miglior montaggio, mentre il premio per la Miglior sceneggiatura non originale va a I segreti di Brokeback mountain.
Memorie di una geisha vince anche nella categorie Miglior fotografia e Miglior scenografia.
Il King Kong del neozelandese Peter Jackson vince tre statuette in tre categorie tecniche, ovvero: Migliori effetti speciali, Miglior mixaggio sonoro e Miglior montaggio sonoro.
Le cronache di Narnia: il leone la strega e l’armadio si aggiudica invece l’Oscar per il Miglior trucco.
Non riesce il bis al maestro nipponico Hayao Miyazaki: i pupazzi di plastilina di Wallace e Gromit – La maledizione del coniglio mannaro, creati da Nick Park e Steve Box, sbaragliano la concorrenza del sensei giapponese e del visionario Tim Burton.
Qulache anno dopo la vittoria di Eminem con Lose yourself come miglior canzone originale per 8mile, vince di nuovo per questa categoria una canzone rap ovvero la dissacrante It’s hard out here for a pimp, composta dai Three Six Mafia per il film Hustle & Flow.
Vince come Miglior cortometraggio Six Shooter, come Miglior corto animato The moon and the Sun: an Imagined Conversation, come Miglior corto documentario A note of triumph: the golden age of Norman ed infine come miglior documentario il francese grande successo ai botteghini La marcia dei pinguini.
Come dimenticare infine l’omaggio, con un Oscar, alla grande carriera di Robert Altman: da Mash a Nashville, da America oggi arrivando fino a Gosford park e all’ultimo A praire home companion, Altman è entrato di diritto, e da tempo, nell’olimpo dei grandi autori.
Il grande vecchio, nel suo splendido discorso, ha ringraziato il Cinema stesso, che gli ha permesso di costruire più di quaranta castelli di sabbia sulla spiaggia ed ha concluso con una sorta di minaccia che accettiamo volentieri: undici anni fa ha subito un completo trapianto di cuore, ricevendo come nuovo organo quello di una giovane donna sulla trentina… Il cuore del vecchio Robert ha quindi ancora trenta o quarant’anni da vivere. Ce lo auguriamo tutti quanti.
La nottata è finita, e si porta con sè anche questa edizione degli Academy Awards, una splendida edizione della serata degli Oscar. Ci sono state delusioni, quella più cocente è sicuramente per Steven Spielberg, il cui Munich è rimasto totalmente a secco a dispetto delle candidature in importanti categorie, e grosse sorprese. In ogni caso arrivederci al prossimo anno, sperando che sia all’altezza, se non meglio di questo.
E come soleva dire Ed Murrow: Good Night, and Good Luck.
TUTTI I PREMIATI:
Miglior attore non protagonista
Migliori effetti speciali
KING KONG –
Joe Letteri, Brian Van’t Hul, Christian Rivers and Richard Taylor
Miglior film d’animazione
WALLACE & GROMIT – LA MALEDIAZIONE DEL CONIGLIO MANNARO –
Nick Park and Steve Box
Miglior cortometraggio
SIX SHOOTER –
Martin McDonagh
Miglior cortometraggio animato
THE MOON AND THE SON: AN IMAGINED CONVERSATION –
John Canemaker and Peggy Stern
Migliori costumi
MEMORIE DI UNA GEISHA –
Colleen Atwood
Miglior Trucco
LE CRONACHE DI NARNIA: IL LEONE, LA STREGA E L’ARMADIO –
Howard Berger and Tami Lane
Miglior attrice non protagonista
Rachel Weisz –
THE CONSTANT GARDENER – LA COSPIRAZIONE
Miglior cortometraggio documentario
A NOTE OF TRIUMPH: THE GOLDEN AGE OF NORMAN CORWIN –
Corinne Marrinan and Eric Simonson
Miglior documentario
LA MARCIA DEI PINGUINI–
Luc Jacquet and Yves Darondeau
Miglior scenografia
MEMORIE DI UNA GEISHA –
John Myhre (Art Direction); Gretchen Rau (Set Decoration)
Miglior colonna sonora originale
I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN –
Gustavo Santaolalla
Miglior mixaggio sonoro
KING KONG –
Christopher Boyes, Michael Semanick, Michael Hedges and Hammond Peek
Miglior canzone originale
“IT’S HARD OUT HERE FOR A PIMP” FROM HUSTLE & FLOW –
Music and Lyric by Jordan Houston, Cedric Coleman and Paul Beauregard
Miglior montaggio sonoro
KING KONG –
Mike Hopkins and Ethan Van der Ryn
Miglior film straniero
IL SUO NOME è TSOTSI –
South Africa
Miglior montaggio
CRASH – CONTATTO FISICO –
Hughes Winborne
Miglior attore protagonista
Philip Seymour Hoffman –
TRUMAN CAPOTE: A SANGUE FREDDO
Miglior fotografia
MEMORIE DI UNA GEISHA –
Dion Beebe
Miglior attrice protagonista
Reese Witherspoon –
WALK THE LINE – QUANDO L’AMORE BRUCIA L’ANIMA
Miglior sceneggiatura non originale
I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN –
Screenplay by Larry McMurtry & Diana Ossana
Miglior sceneggiatura originale
CRASH – CONTATTO FISICO –
Screenplay by Paul Haggis & Bobby Moresco; Story by Paul Haggis
Miglior Regia
I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN –
Ang Lee
Miglior film
CRASH – CONTATTO FISICO –
Paul Haggis and Cathy Schulman






