“PARANOID PARK” DI GUS VAN SANT

Due occhi impenetrabili

Gus Van Sant dipinge, fotografa e racconta, attraverso il suo inconfondibile stile, il mondo degli adolescenti: una generazione di piccoli già grandi.

Tratto dall’omonimo romanzo di Blake Nelson, Paranoid Park è un viaggio a senso unico nei meandri oscuri della mente nonché un piccolo tonfo nei profondi vuoti lasciati da una società scombinata, dove i principi da trasmettere alle nuove generazioni sono pari a zero. Concetti che potrebbero sembrare retorici e che invece, Van Sant, riesce ad analizzare e riproporre in maniera sorprendentemente innovativa. Dopo tante, troppe pellicole (soprattutto nostrane) sull’adolescenza – che più che film sembrano pacchetti infiocchettati pieni di nulla – questo di Van Sant è decisamente un film profondo ed evocativo, il regalo di chi ha veramente qualcosa da dire.

Alex (Gabe Nevins) ha 16 anni e come tanti ragazzi della sua età, vuole soltanto godere a pieno delle proprie passioni. Lo skateboard è il suo interesse maggiore, il suo pane quotidiano. Ai suoi occhi, Paranoid Park, non è che il paradiso, un posto dove poter ammirare skater folli e maledettamente bravi, che spendono le loro vite su quelle piste. Ma in quello stesso paradiso, un giorno, qualcosa andrà storto, e niente sarà più come prima. Improvvisamente Alex, non si sente più pronto per andare a Paranoid Park…

Gus Van Sant realizza un prodotto in apparenza lineare ma che, in realtà, è complicato e complesso, sia a livello temporale che a livello stilistico. Tutti gli elementi del film vanno sottolineando il proprio spazio, senza tuttavia trovare mai una stabilità: dalla colonna sonora all’immagine stessa, nulla è definito o pienamente controllabile. Ogni elemento è sicuramente percettibile ma mai realmente tangibile, se non per una breve ma intensa durata, che potremmo definire un assaggio. Le musiche – tutte non commissionate, ma già esistenti – sconfinano i limiti del definito per intensificare l’aspetto emotivo e lasciare spazio ad un trasporto che risulti il più intimo e soggettivo possibile. Si viola il concetto di complementarietà tra immagine e suono e si lascia spazio alla sperimentazione: un gesto, oserei dire, quasi da “esordiente”, certamente non per la qualità del risultato ma piuttosto per l’atteggiamento. Le inquadrature sono talmente curate nei particolari da sembrare spesso dipinti; è visibile inoltre, al loro interno, una volontà spasmodica di fermare il tempo, di catturare tutti i dettagli che compongono un momento, proprio come fa la fotografia. In questo senso, evocativa e di singolare bellezza è l’intera sequenza scenica di Alex sotto la doccia. Un brivido sulla schiena, come solo pochi maestri sanno provocare.

Titolo originale: Paranoid Park
Nazione: Francia, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 90’
Regia: Gus Van Sant
Sito ufficiale: www.paranoidpark-lefilm.com
Cast: Gabe Nevins, Dan Liu, Jake Miller, Taylor Momsen, Lauren Mc Kinney, Olivier Garnier, Scott Green, Winfield Henry Jackson, Dillon Hines, Brad Peterson, John “Mike” Burrowes
Produzione: MK2 Productions
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: Cannes 2007 07 Dicembre 2007 (cinema)